<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645</id><updated>2012-02-16T15:43:23.894-08:00</updated><category term='ARTIGIANATO'/><category term='SPORT'/><category term='CINEMA'/><category term='STREETART'/><category term='MUSICA'/><category term='MALAFAMILIA'/><category term='TATTOO'/><category term='RACCONTI'/><category term='MOTORI'/><title type='text'>Project 596</title><subtitle type='html'>La sottocultura del branco</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://project596.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>19</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-4480112104559095698</id><published>2010-09-28T13:53:00.000-07:00</published><updated>2010-09-28T13:57:48.121-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='STREETART'/><title type='text'>Decostruzioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJWtsHCPEI/AAAAAAAAAFo/rXti9uLdsc8/s1600/decostruzione10-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 292px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJWtsHCPEI/AAAAAAAAAFo/rXti9uLdsc8/s400/decostruzione10-1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522071436044418114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre avuto una naturale inclinazione all'arte che coltivo parallelamente al lavoro di designer. Questa passione si arricchisce grazie al costante contatto con artisti e amici come il pittore Fernando Texidor e la fotografa Montse Santamaría. Ho elaborato con il tempo un'estetica personale che si alimenta nella dimensione del viaggio nella quale riscopro il piacere della decontestualizzazione e della casualità-unicità dell'objet trouvé. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa ricerca nascono le Decostruzioni: la parola abbandona il messaggio originario per assumere forma estetica astratta. Così cartelli di divieto, segnali di pericolo si scompongono in unità minime iconografiche e si ricompongono in opere astratte secondo lo schema: objet-trouvé &gt; decostruzione &gt; assemblage. Un'operazione iconoclasta con contaminazioni di street art. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parallelamente ho sviluppato una ricerca fotografica sul tema tempo-uomo-materia con il nome di Contexture. Il sopravvento del tempo sull'azione dell'uomo trasforma la materia permettendo di isolare dettagli di degrado che assumono così valenza estetica. La privazione del contesto assegna alle texture una dimensione nuova che indaga le origini dell'ispirazione artistica astratta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info: www.zanino.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-4480112104559095698?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/4480112104559095698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/4480112104559095698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2010/09/decostruzioni.html' title='Decostruzioni'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJWtsHCPEI/AAAAAAAAAFo/rXti9uLdsc8/s72-c/decostruzione10-1.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-3974858867422697245</id><published>2010-09-26T12:26:00.000-07:00</published><updated>2010-09-27T12:02:57.032-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MALAFAMILIA'/><title type='text'>Project 596: Call to Arms</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TJ-e9bonSSI/AAAAAAAAAEs/9ouKM9R5jJ4/s1600/Massoni.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 398px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TJ-e9bonSSI/AAAAAAAAAEs/9ouKM9R5jJ4/s400/Massoni.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521306446406830370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il blog Project596 è l’evoluzione naturale di un progetto che da 5 anni ha preso forma. Dalle pagine della carta patinata, 596 è ora uno spazio libero, che fa a gomitate nel mondo della rete. Sgomita perché ha voglia di esserci, non per apparire, ma per poter dire la propria. Spinge come davanti ai cancelli di uno stadio, spicca tra gli altri per i messaggi che ha impressi su di se a vita come un braccio tatuato. Con il rumore silenzioso di un graffito portiamo l'arte dai muri alle tele, passando dalla trama del cotone delle maglie.&lt;br /&gt;Questo e molto altro è il nostro blog, se vuoi collaborare anche tu con Project 596, scrivici, presentaci il tuo progetto artistico, stilistico, editoriale, artigianale, sportivo, musicale o culturale che sia. &lt;br /&gt;Non siamo interessati ad esperti da cattedra, ci piacciono gli esperti da pratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sottocultura del branco è molto più vasta di quello che si vede e noi lo sappiamo, per questo facciamo questa chiamata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stile richiesto è quello di chi ha qualcosa da dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Project 596&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contatti: info@malafamilia.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-3974858867422697245?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/3974858867422697245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/3974858867422697245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2010/09/project-596-call-to-arms.html' title='Project 596: Call to Arms'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TJ-e9bonSSI/AAAAAAAAAEs/9ouKM9R5jJ4/s72-c/Massoni.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-8412051256744402666</id><published>2010-07-07T12:19:00.001-07:00</published><updated>2010-07-07T12:20:45.756-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MALAFAMILIA'/><title type='text'>Malafamilia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TDTTeYRwoxI/AAAAAAAAAEU/Q2P88i1ZTkQ/s1600/mlf-downtown-01.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TDTTeYRwoxI/AAAAAAAAAEU/Q2P88i1ZTkQ/s400/mlf-downtown-01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491246364537955090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quando la creatività proviene dalla strada, dalle sue dinamiche, dai suoi linguaggi e dalle sue narrazioni, è in quel preciso momento che nasce Malafamilia. Un brand che dimostra il suo essere prima che il suo apparire, nella scommessa che rappresenta per tutti noi la missione nel mercato dell’abbigliamento. Dietro Malafamilia c’è molto di più di quello che si può evincere. Ogni grafica è prima un segno, una comunicazione visiva che una stampa su un tessuto. Il percorso di elaborazione e di realizzazione di ogni logo nasce prima nelle tele, sui fogli e nei byte della crew che sostiene il brand. L’arte, la capacità e la sperimentazione sono la base della filiera che porta i nostri prodotti negli armadi. Ogni opera è prima di tutto opera d’arte, opera del saper fare; al contempo è opera del saper raffigurare e del voler dire attraverso una codifica dei linguaggi delle aggregazioni street di tutto il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malafamilia nasce sulla base chiara di essere anomalia rispetto al mercato, rappresentando dal …ad oggi, più uno scambio tra simili che una forma di compravendita. Le nostre grafiche richiedono adesione ad uno stile e solo dopo possono essere valutate monetariamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni prodotto si sviluppa in una scala completamente artigianale: dalla realizzazione grafica, all’etichettatura del capo, alla preparazione e poi alla stampa serigrafica, il ciclo che vede nascere Malafamilia, è assolutamente virtuoso rispetto alla produzione in serie. Far marciare insieme arte, artigianato e cultura sono i campi della nostra missione nel mercato. Ogni capo risulta unico dal punto di vista realizzativo, rendendolo prezioso non solo per quello che rappresenta per noi e per chi aderisce alla sua realizzazione, ma anche per il saper valutare vere e proprie opere che recuperano antichi mestieri amalgamati a nuove capacità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro progetto è tanto ambizioso quanto semplice nelle sue parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malafamilia non è una moda,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malafamilia non è un marchio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malafamilia è la realtà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-8412051256744402666?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/8412051256744402666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/8412051256744402666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2010/07/malafamilia.html' title='Malafamilia'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TDTTeYRwoxI/AAAAAAAAAEU/Q2P88i1ZTkQ/s72-c/mlf-downtown-01.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-866773712037342025</id><published>2010-02-23T14:20:00.000-08:00</published><updated>2010-02-23T14:24:26.021-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MALAFAMILIA'/><title type='text'>Local Craft Production</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVi-EwRnI/AAAAAAAAAEE/O4397hTy9WA/s1600-h/P1030325.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVi-EwRnI/AAAAAAAAAEE/O4397hTy9WA/s400/P1030325.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441568309037254258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVebjHPTI/AAAAAAAAAD8/bYP1qUyUxD0/s1600-h/P1030323.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVebjHPTI/AAAAAAAAAD8/bYP1qUyUxD0/s400/P1030323.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441568231049870642" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVZrZGHJI/AAAAAAAAAD0/DSOVPshp3As/s1600-h/P1030312.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVZrZGHJI/AAAAAAAAAD0/DSOVPshp3As/s400/P1030312.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441568149403475090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVSfTZl5I/AAAAAAAAADs/ceFK2D3dSa4/s1600-h/P1030305.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVSfTZl5I/AAAAAAAAADs/ceFK2D3dSa4/s400/P1030305.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441568025899276178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVNirV6sI/AAAAAAAAADk/xc2wlajHa28/s1600-h/P1030304.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVNirV6sI/AAAAAAAAADk/xc2wlajHa28/s400/P1030304.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441567940905659074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVIaj795I/AAAAAAAAADc/fkGG7wGakOo/s1600-h/P1030294.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVIaj795I/AAAAAAAAADc/fkGG7wGakOo/s400/P1030294.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441567852827768722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RVCXfC1_I/AAAAAAAAADU/-sVBFK5LVbI/s1600-h/Immag021.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; 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Mea Culpa&quot;'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4RUXF8WUNI/AAAAAAAAADM/nygjaYCd4b4/s72-c/MLF013bis.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-7479534141861623796</id><published>2010-02-22T13:38:00.000-08:00</published><updated>2010-02-22T13:40:57.846-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MALAFAMILIA'/><title type='text'>Hoodsweat "City of Disorder"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S4L5hTzimUI/AAAAAAAAAC8/YiesyF1n_wI/s1600-h/MLF015.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; 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margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 189px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S1x7ZFWQAGI/AAAAAAAAACc/a5hsmPls1nE/s200/ultras6.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430350921564422242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Protagonisti: Diffidato con firma, Diffidato senza firma, barista (Diffidato), Uno dei vecchi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torino, storico bar accanto a quel che resta di uno stadio leggendario, a qualche centinaio di metri da una Curva famosa nel mondo (per la serie: qualche volta ce la tiriamo anche noi…)&lt;br /&gt;Diffidato con firma (entrando): ‘Giorno… Bella la vita di chi non firma eh…&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Bella un cazzo, perdiamo già 1 a 0.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Figurati… E chi ha segnato?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Uno di quelli che da domani scompariranno dalla storia del calcio, come al solito. (Rivolgendosi al barista) Barista, dio fa’, puoi dire alla tua gentile clientela di chiudere la porta?&lt;br /&gt;barista (Diffidato): …&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Minchia ma ci sono trenta gradi!&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Sono ammalato, ho i batteri!&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Ah bé, se c’hai i batteri in effetti… (Rivolgendosi al barista) Mi fai un San Simone?&lt;br /&gt;barista (Diffidato): Con ghiaccio?&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Minchia vengo qua dal 1910 e mi chiedi ancora se voglio il ghiaccio nel San Simone, ma puoi?&lt;br /&gt;barista (Diffidato): …Comunque lo bevi senza. Ho finito il ghiaccio.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Come hai finito il ghiaccio?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Me lo sono mangiato tutto io per sconfiggere i batteri!&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Lo credo che poi hai freddo, pensa te. Non si può. Prima lo zio in commissariato, poi voi che vi mangiate tutto il ghiaccio…&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Che dicono i fedeli servitori dell’ordine prostituito?&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Oggi c’era uno zio coi baffi che mi ha chiuso di brutto. Si lamentava perché quel cazzo di centravanti che abbiamo non segna mai e lui ce l’ha al fantacalcio.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Minchia non so se ridere o piangere. Comunque, oh, il fantacalcio è stato l’inizio della fine A credersi tutti dei Moratti la gente è andata fuori di testa. Ho visto un sacco di tifosi, ma anche gente di noi, esultare per cose assurde. Del tipo: silenzio in Curva e qualcuno si metteva a gioire per i risultati al tabellone. Da ammazzarli.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Veramente… Maledetta globalizzazione!&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Cazzo c’entra la globalizzazione? Piuttosto, hai sentito dei napoletani?&lt;br /&gt;Diffidato con firma: No, che è successo?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma (rivolgendosi al barista): Barista, diglielo tu.&lt;br /&gt;barista (Diffidato): Trasferta vietata. Si sono presentati.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Con tanto di striscione. È il loro momento, dio fa’.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Sarà pure il loro momento, ma fino a dieci-quindici anni fa dov’erano? Mezza Italia ha i loro striscioni. Per carità, mi piacciono, di belle azioni ne fanno un sacco, se penso al numero che si son fatti con noi al Delle Alpi… Però, per me le grandi tifoserie sono quelle che danno e prendono da almeno trent’anni. Tipo…&lt;br /&gt;barista (Diffidato): Tipo i gobbi!&lt;br /&gt;(risata generale): Ah, ah, ah!&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Lascia stare i gobbi, quella è gente tosta, gente regolare…&lt;br /&gt;(risata generale): Ah, ah, ah!&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Li aiuta pure la realtà sociale che hanno, ‘sti napuli. Sono completamente dissociati dal resto del Paese.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Del resto, quando a Torino ci si sparava per la strada noi abbiamo avuto uno dei nostri momenti migliori. Duri se resisti all’imborghesimento.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: …E alla repressione. Guardati attorno: una trasferta come quella di oggi e solo al bar, tra diffidati vari, siamo almeno una quarantina.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Quello è un altro bel problema. Ormai si viaggia alla media di quattro-cinque anni con firma.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Vogliono segarci di brutto. Eppure sono convinto che un modo ci sia. Qualcuno, prima o poi, lo scoprirà. Magari una di quelle tifoserie che, come dicevi tu, conserva il germe ultras.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Più che germe, qui l’ultras è trattato come verme, porco dio.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Cioè, se ci pensi bene subito dopo Raciti…&lt;br /&gt;(si alza un coro da tutto il bar): SU-BI-TO-DO-PO-RA-CI-TI&lt;br /&gt;SU-BI-TO-DO-PO-RA-CI-TI&lt;br /&gt;SU-BI-TO-DO-PO-RA-CI-TI&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Minchia, ma allora ci siete anche voi, cazzo di pensionati. Piuttosto, quanto stiamo?&lt;br /&gt;(si sente dal fondo del bar): Indovina…&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Allora facciamo così: dopo quel famoso Catania-Palermo tutte le tifoserie han levato gli striscioni, e dopo l’assassinio di Sandri il fronte s’è ingrossato. Era un modo per evitare di dare punti di riferimento, ma anche per non sottostare alle regole, chiamiamole così, di lor signori. Poi, lentamente, si è tornati alla normalità.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Noi pure un paio di striscioni li mettiamo.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Anche tifoserie che, al tempo, erano più intransigenti contro l’uso degli striscioni li hanno rimessi… Abbiamo provato a fare gli inglesi per un po’ ma poi…&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Sì ma noi non siamo inglesi, dio fa’. A noi piace il gruppo, lo stadio. Per quello in Italia nessuno si dà ganci in mezzo ai boschi come fanno ad est. A me dà fastidio fisico che qualcuno provi a spadroneggiare nella mia città, vicino alla mia Curva, ma a cento chilometri di distanza… Cazzo me ne frega.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Non ci diamo ganci in mezzo ai boschi perché non ci fidiamo delle altre tifoserie. Con quante ti potresti sentire tranquillo che arrivino senza accette, bombe a mano, caccia-torpedinieri? O qualche campione di sumo? E poi, di recente ci siamo tolti delle belle soddisfazioni dieci vs. dieci, quindici vs. quindici, english style. Senza farci troppo male a livello di polizia.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Ti lasciano fare se la cosa non fa rumore e se nessuno si fa male davvero. E poi, in proporzione abbiamo avuto più diffidati per questi scontri tra piccoli gruppi che tra grupponi. Pensa a quello coi doriani di un paio d’anni fa: tra il buio e il numero di gente che c’era, tante diffide hanno dovuto ritirarle.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Poi, oh, considerate che il modello inglese ha isolato quei pochi che ancora vogliono scontrarsi, e sono facilmente controllabili, dalle migliaia di tifosi che vanno in giro e prendono schiaffi e lamate regolarmente. Bisogna fare qualcosa, ma il modello inglese non è la soluzione.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: A proposito di fare qualcosa, devo andare a firmare.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Ciao cutulengo.&lt;br /&gt;Diffidato con firma (rivolto a Uno dei vecchi): Perdiamo sempre?&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Perdiamo sempre, tranquillo.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Meno male. Ché se pareggiamo sto in ansia perché di lì a poco ne prendiamo un altro, dio bono.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Credo che noi siamo stati uno dei primi gruppi a prendere diffide. Verso la fine degli anni Ottanta andavamo ad Avellino, o tornavamo da Avellino, non mi ricordo bene, e qualcuno rubò salami e cazzate varie in un autogrill: tutto il pullman diffidato. Comunque la domenica dopo eravamo tranquillamente allo stadio. Manco gli sbirri sapevano cosa fosse una diffida; ora è tutto diverso…&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Ora te la affibiano preventivamente: uno-due anni senza firma per esserti scaccolato, non c’è tempo per il ricorso e intanto stai a casa.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Una volta magari ti gonfiavano, ti tenevano una notte dentro, ma quando ti rilasciavano eri tranquillo. Ora ci stanno pure preparando il pacchetto della tessera del tifoso.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: La tessera del merdoso…&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Se passa quella son cazzi. Allo stadio patatine, pop-corn e majorettes.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Minchia che tristezza.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Che poi la repressione ce la siamo fatta da soli. In Italia, ormai, le curve più grandi stanno in piedi solo per dar da mangiare a qualcuno e chi non ci stava dentro giustamente si è allontananto.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Ma ai vostri tempi schifezze simili zero?&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Come tutti, anche noi prendevamo qualche biglietto, o la società ci aiutava per qualche trasferta; ma i soldi andavano tutti per il gruppo. Compravamo il materiale, facevamo entrare i ragazzini. Con le nuove norme, gli stadi assomiglieranno sempre più a cimiteri per dinosauri. I giovani faranno sempre più vasche in centro, pipperanno sempre più da soli anzi che in Curva e saranno sempre più rincoglioniti.&lt;br /&gt;Diffidato con firma (rientrando): sempre 1 a 0?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Boh, col casino che c’è qui non sento un cazzo. Oh, gente, non potete parlare più piano? È pur sempre un bar, cristo.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Che si dice?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Siamo alla nostalgia per i bei tempi andati…&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Minchia, potevate dirmelo. Restavo in commissariato…&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Nostalgia un cazzo, malgrado la repressione e cazzi vari il vostro periodo è stato un grande periodo!&lt;br /&gt;Diffidato con firma: E sai com’è iniziato?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma (rivolto a Uno dei vecchi): Minchia attacca coi doriani.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: L’ho già raccontato?&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: No, non mi pare.&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Minchia dalle vostre parti l’Alzheimer non galoppa, vola proprio.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Comunque, a metà anni Novanta facciamo un bel pullman per Marassi, scendiamo le scale che portano verso la sud e siamo lì davanti a loro… Un attimo di esitazione e… Diciamo che ci ritiriamo velocemente verso il nostro settore.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Vabbé, ma poi vi siete rifatti alla grande.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Minchia se ci siamo rifatti. Però nel 2001, quando quasi entriamo in sud, a spingerci è stato quel brutto ricordo lì. Sul treno c’era un silenzio assurdo e tutti pensavamo a quella volta lì.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Questo mi piace di noi, forse perché siamo piemontesi. O almeno: una volta c’erano più piemontesi che giargianeis da queste parti. Fattostà che ricordiamo meglio le figuracce che le grandi imprese. Eppure le figuracce son poche rispetto ai numeri che abbiamo fatto in giro…&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Guarda, alla fine mi son fatto l’idea che quel che conta è esserci sempre. In trenta-quarant’anni di storia può capitare che dai e prendi, ma devi starci dentro. Guarda i veronesi. Le han date spesso, anche a noi un paio di volte, ma ne han pure prese, e ne han prese per bene pure da noi. Eppure sono lì, orgogliosi come prima, dio fa’.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: O i bergamaschi.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: O i bergamaschi. Per questo dicevo prima che resisterà chi ha una storia alle spalle e la vuole portare avanti comunque. Da lì verrà l’idea giusta.&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Ad ogni modo, senza temere nessuno, devi sempre rispettare chi hai di fronte. Sento troppi ragazzini dire: “Cazzo me ne frega, tanto gli rompiamo il culo”. Prima bisogna dimostrare.&lt;br /&gt;barista (Diffidato): Cazzo dobbiamo dimostrare, gli rompiamo il culo e basta.&lt;br /&gt;(risata generale): Ah, ah, ah.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Scusa, ma quando eri giovane non pensavi così anche tu?&lt;br /&gt;Uno dei vecchi: Ho capito, ma allora che cazzo sono invecchiato a fare? I vecchi bisogna ascoltarli.&lt;br /&gt;(si alza un coro da tutto il bar): VEC-CHI, VEC-CHI, VAF-FAN-CU-LO&lt;br /&gt;VEC-CHI, VEC-CHI, VAF-FAN-CU-LO&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Invece di gridare tanto, potete chiudere ‘sta porta di minchia?&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Hai freddo?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Ho mangiato un altro po’ di ghiaccio.&lt;br /&gt;Diffidato con firma: Quanto manca alla fine di ‘sta merda?&lt;br /&gt;Diffidato senza firma: Cinque minuti. Dai che pareggiamo, dio fa’.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-5076291208541322921?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/5076291208541322921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/5076291208541322921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2010/01/parole-in-semiliberta.html' title='Parole in (semi)libertà'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S1x7ZFWQAGI/AAAAAAAAACc/a5hsmPls1nE/s72-c/ultras6.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-9168961484988459136</id><published>2010-01-24T08:34:00.000-08:00</published><updated>2010-01-24T08:42:13.083-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RACCONTI'/><title type='text'>MILANO, UN ANNO DOPO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S1x4T4c5rxI/AAAAAAAAACU/KWENe9pytmc/s1600-h/pizzino-effet.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S1x4T4c5rxI/AAAAAAAAACU/KWENe9pytmc/s200/pizzino-effet.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430347533668429586" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molti non hanno il biglietto: né del treno né dello stadio. Gli scompartimenti, gonfi di persone dappertutto, sono avvolti dal fumo degli spinelli (così chiamavano e’ canne negli anni 80, nda). Milan-Roma è solo il solito pretesto per intraprendere un viaggio massacrante, infernale, disumano. Sono gli Ultras della Roma che si recano a San Siro. È la prima volta dopo quel 4 giugno 1989, il giorno in cui Antonio fu massacrato.&lt;br /&gt;Questo viaggio non ha bandiere né latitudini. Non ha santi, eroi e colpevoli. È solo una storia. Come tante delle domeniche ultrà. Ma con una ragione in più: ricordare Antonio. Vendicarlo. Forse.&lt;br /&gt;Anche se i fiori di quella ragazza saranno inutili. &lt;br /&gt;ANTEFATTO&lt;br /&gt;Il 4 giugno 1989 ANTONIO DE FALCHI, non ancora diciannovenne, arriva alle 8:30 di mattina alla Stazione Centrale di Milano assieme ad altri tre amici. &lt;br /&gt;I quattro decidono di raggiungere San Siro per conto proprio, staccandosi dal gruppetto dei quaranta con cui avevano condiviso il viaggio. &lt;br /&gt;Comprato il biglietto i quattro si avviano verso il cancello 16, con le sciarpe giallorosse nascoste sotto al giubbotto. Sono le 11:35 (la partita sarebbe iniziata alle 16:00). &lt;br /&gt;Improvvisamente compare una persona. "Avete una sigaretta?" gli chiede. E poi: "sapete che ore sono?". L'accento romano tradisce Antonio e i suoi amici: un cenno e da dietro una struttura di cemento (c'erano i lavori per Italia 90), sbucano una trentina (!!) di persone. I quattro scappano. Antonio non ce la fa, inciampa (forse per per uno sgambetto) e cade a terra. &lt;br /&gt;Lo massacrano a calci a pugni. &lt;br /&gt;Dopo circa trenta secondi gli aggressori si mettono in fuga per l'arrivo della polizia. &lt;br /&gt;Antonio prova a rialzarsi, è cianotico e respira a fatica; cade nuovamente a terra. Uno degli agenti cerca di rianimarlo con la respirazione bocca a bocca e con il massaggio cardiaco. Inutile. Viene immediatamente caricato sull'ambulanza ma arriva all'Ospedale San Carlo già morto. &lt;br /&gt;Intanto la polizia ferma, nei pressi del cancello 16 tre persone. Si tratta di Daniele F. (29 anni), uno dei capi del "gruppo brasato" e tesserato con pass del "Servizio d'ordine" del Milan, di Luca B. (20 anni) e Antonio L. (21 anni). &lt;br /&gt;Il funerale (a spese della Roma) viene celebrato il 7 giugno 1989 nella Chiesa di San Giovanni Leonardi a Torre Maura davanti a oltre diecimila persone commosse. Sono presenti Dino Viola (che alla fine della cerimonia abbraccia commosso la madre di Antonio), Peruzzi, Nela (che parla commosso con un fratello di Antonio), Giannini e l'intera Squadra dei Giovanissimi della Roma. Il 7 giugno 1989 l'autopsia sul corpo di Antonio stabilisce che la causa del decesso è avvenuta per infarto. &lt;br /&gt;Il 13 luglio 1989 il tribunale di Milano stabilisce il verdetto. &lt;br /&gt;Luca B. viene condannato a sette anni di reclusione con relativa libertà provvisoria. &lt;br /&gt;Daniele F. e Antonio L. sono assolti per insufficienza di prove.&lt;br /&gt;ROMA TERMINI&lt;br /&gt;Manca più di un’ora alla partenza. Sono le 22, 15. Il treno per Milano Centrale è segnalato in partenza alle 23,30 sul binario 13.&lt;br /&gt;La biglietteria è ancora aperta. Un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa cerca di contenere due, trecento ragazzi che strillano, fanno caciara, si spintonano e cantano a squarciagola:&lt;br /&gt;“un solo grido un solo allarme, Milano in fiamme, Milano in fiamme!!”.&lt;br /&gt;Il dirigente della Digos, in radiolone e trench d’ordinanza, redarguisce i ragazzi, senza cavarne nulla: “ aò, se nun state boni e zitti nun ve faccio mette piede su sto treno! Avete capito! Sta  partita va faccio sentì pe’ radio! Avete capito?”.&lt;br /&gt;Anzi.&lt;br /&gt;“ a commissà ma perché nun te ne vai a fanculo? Con tutto er core de sta Roma bella!”&lt;br /&gt; da più parti lungo la fila: “commissario vaffanculo, commissario vaffanculo!”&lt;br /&gt;Ad un tratto dal fondo della stazione, vicino a quel gruppetto dei più refrattari all’acquisto dei biglietti:&lt;br /&gt;" a’ commissà! ‘Tacci tua e de chi nun te lo dice co' na mano arzata". &lt;br /&gt;E tutta Stazione Termini alzando la mano "Tacci tuaaaaa!", e ancora quello dal fondo della stazione, che rispondeva " a commissà! Saluta 'sto cazzo!" e tutti e trecento a ridere, compresi celerini e bigliettaio!&lt;br /&gt;In tanti aspettano. Seduti per terra in mezzo alle pensiline, appesi alle inferriate, stravaccati sui portabagagli e sui carrettoni della posta.&lt;br /&gt;“carabiniere sbirro maledetto, te la spegniamo noi la fiamma sul berretto!”.&lt;br /&gt;I viaggiatori normali girano al largo. Guardano nauseati e scandalizzati. Eludono i bivacchi improvvisati di ragazzetti che si passano canne e tubi olezzanti marijuana e hashish. Alcuni fanno spola entrando ed uscendo dai cessi della stazione, sotto lo sguardo benevolmente complice degli sbirri che fanno finta di non capire.&lt;br /&gt;“Latrina Nucleo Colombia” scrive qualcuno con lo spray sulla porta di vetro dei cessi.&lt;br /&gt;Sempre in gruppetti. Sono compagnie di quartiere. Ragazzi di borgata o dei Parioli, non fa differenza: sono ultras della Roma. Sono vestiti chi da tozzo con le clark e i jeans 501 a vita bassa e il bomber verde, chi da fighetto con le timberland i ray ban a specchio anche di notte e lo schott di pelle nera. Chi con i capelli lunghi da frekkettone e la sciarpa di lana grezza giallorossa e il cappelletto di lana modello ‘er monnezza, chi con i capelli rasati e abbronzato come Gustavo Thoeni dopo una gara di coppa del Mondo di Sci a Cortina. Ragazzi di vita.&lt;br /&gt;Ma sono tutti lì per lo stesso motivo.&lt;br /&gt;“semo avvelenati!” &lt;br /&gt;Hanno un solo movente. Un solo scopo. Vendicare Antonio. Il tifoso romanista assassinato 4 mesi e mezzo prima dai milanisti prima di Milan-Roma a San Siro. E non gli importa se riusciranno o meno a vedere la partita. Non gliene frega niente.&lt;br /&gt;E più passa il tempo e più cantano. I soliti cori, di violenza e intolleranza per Milano.&lt;br /&gt;“Milan-Roma non la scordiamo, ogni rossonero lo massacriamo!”&lt;br /&gt; Cantano per la Roma e inneggiano ad Antonio.&lt;br /&gt;“eoeoeoeoeooa Forza Roma dai noi non ti lasceremo mai! Eoeoeoeoeoeoa Forza Roma dai, lotta e vinci insieme a noi!”.&lt;br /&gt;“Antonio vive e lotta insieme a noi, Milan Milan Vaffanculo!”&lt;br /&gt;Più il treno si avvicina e più il volume e l’intensità dei cori aumenta.&lt;br /&gt;“Milano in Fiamme , Milano in Fiamme!!”&lt;br /&gt;“milanesi tutti appesi, milanesi tutti appesi!”.&lt;br /&gt;Il treno è già stracolmo di passeggeri normali. È un espresso che dovrebbe partire appunto alle 23,30.&lt;br /&gt;Arrivo previsto in Centrale nella nemica Milano alle ore 8,15 del mattino. Probabilmente è lo stesso treno che prese Antonio.&lt;br /&gt;Gli ultras della Roma assaltano il treno. Al binario 8 c’è un cordone di sbirri che vengono travolti. Controllano chi possono, ma non riescono a fermarli. &lt;br /&gt;“chi non ha il biglietto non può salire, chiaro !?”&lt;br /&gt;Salgono tutti. &lt;br /&gt;Da ogni parte, dilagano come una fiumana. Spazzano via tutto. Mettono er culo ndove je pare e piace. &lt;br /&gt;Ci sono i posti prenotati, ma rapidamente i bigliettini color crema messi sull’ingresso diventano carta da filtro. Si chiudono dentro ed iniziano a cremare canne su canne.&lt;br /&gt;Il vagone è gravido, ribollente di corpi e anime eccitate. La gente dalle pradelline lancia occhiate sghembe e sdegnate. I binari sono incandescenti.&lt;br /&gt;Saranno mille e più gli ultras. Ci vogliono altri tre vagoni per infilarci tutta la fiumana.&lt;br /&gt;A mezzanotte e mezza il treno salpa. Dai vagoni di seconda classe di alza un boato sinistro.&lt;br /&gt;TRENO NOTTURNO&lt;br /&gt;Gli scompartimenti sono bui. Le tendine tirate.&lt;br /&gt;Nessuno accende le luci, si sono bombardati di canne e coca. Alcuni reduci degli anni 70 si sono anche bucati. Ma vengono schifati dai più. Qualcuno si aggira in cerca di borse e portafogli da asciugare ai passeggeri più sbadati. Gli occhi sono annacquati come quelli delle rane. Puzza il corridoio, puzza tutto il treno. L’aria è massiccia, pesante, cruda come carne sfregata contro l’asfalto mentre in dieci, venti, trenta ti calpestano e ti catapultano calci in faccia, nella schiena, nello stomaco, in testa.&lt;br /&gt;Corpi sudati, appiccicosi, come una brigata di asmatici. Gli stessi che calati i finestrini, scatarrano e sputano sulle teste dei passeggeri che attendono nelle varie stazioni in cui il treno degli ultras fa scalo. &lt;br /&gt;Ogni tanto una pattuglia di sei poliziotti assegnati alla scorta di tutto il treno, cinque uomini ed una donna, fanno su e giù stando attenti a non inciampare nei corpi che dormono stravaccati ovunque e soprattutto di non urtare la sensibilità di chi se sta a drogà in santa pace.&lt;br /&gt;Ci sono pure un paio di digos in borghese, con il walkie-talkie che spunta da sotto il giubbetto con il suo fastidioso cicalare. &lt;br /&gt;A Firenze il treno si agita ad un tratto. Sarà intorno alle tre e un quarto. Qualcuno urla che ce stanno i viola a tirà i sassi dalla massicciata di Campo di Marte. Ma deve essere stato solo un effetto allucinogeno di qualche sostanza. Si ritorna a dormire. Fra smoccoli, imprecazioni ed un briciolo di delusione.&lt;br /&gt;A Bologna la pattuglia di sbirri si ingrossa: diventano nove, fra cui un’altra poliziotta. Questa è anche molto carina. Alta, mora, snella. Getta lo sguardo sul tappeto di immondizia che colora il pavimento del corridoio, sul quale dormono rattrappiti decine e diecine di giovani: cicche di sigarette, mozziconi di spinelli, carta igienica, fogli della gazzetta inzuppati di piscio, vomito e varie ed eventuali. È nauseata.&lt;br /&gt;Molti dormono sulle retine dei bagagli, altri rimangono rintanati dentro le latrine.&lt;br /&gt;Gli sbirri passano, gli ordinano di scendere che per motivi di sicurezza lì non si può stare. Li rimbalzano amabilmente i più. Li ignorano tutti gli altri, fra un vaffa e uno sbirro de merda fatti li cazzi tua! &lt;br /&gt;Il treno ora attraversa la pianura padana di notte, ed è la luna che illumina sinistramente quei corpi violentati dalla velocità mentre inerti attendono di sbarcare in territorio nemico. Dormono sopraffatti dalle droghe, forse per ingoiare la tensione e la paura. Oltre che quella rabbia furibonda e oscena che arde in fondo al cuore.&lt;br /&gt;Il mattino ne sorprende un paio già in piedi a scambiarsi fumo e cartine.&lt;br /&gt;Si chiamano con nomi di battaglia. Geppo, Peppone, Teschio, Veleno, Fischione, Drago...Sembrano i personaggi di Ultrà di Ricky Tognazzi. Ma non sono quelli der Commando, “gli sbandieratori e i coristi” come li chiamano sprezzantemente quelli della Brigata Veleno. Ecco, questi di sto treno sembrano proprio la cricca guidata da Amendola - Er Principe. Sbandati, tossici, violenti, figli di papà dei Fleming o dell’Eur e naufraghi delle borgate più disperate, di Colle Oppio, di Casalbertone centurie lontane milioni di anni luce dal centro scintillante di Piazza Navona e Via del Corso. Non hanno le bandiere e gli striscioni. Hanno qualche sciarpetta che servirà più che altro a celargli il volto una volta sbarcati a Milano. Alcuni forse nascondono lame, taglierini e cacciaviti. Molti sanno che se lo scontro ci sarà, sarà duro e senza quartiere. E se ci si metteranno di mezzo gli sbirri peggio per loro.  &lt;br /&gt;MILANO CENTRALE&lt;br /&gt;Il ritardo è perfetto. Le volte napoleoniche in acciaio e vetro della stazione Centrale accolgono il treno degli ultrà impregnate in un densa coltre di nebbia. Stereotipo largamente onorato. &lt;br /&gt;Un gruppo di agenti affannati attende in assetto antisommossa.&lt;br /&gt;Gli ultras della Roma, petto in fuori, a penzoloni dai finestrini, urlano come dannati. Strillano e infamano. &lt;br /&gt;“Solo la nebbia, c’avete solo la nebbia!!”&lt;br /&gt;“Milan, Milan vaffanculo!!”&lt;br /&gt;“merde ve sfonnamo!! Assassini di Antonio nun ce scordamo!”&lt;br /&gt;“siamo arrivati, bastardi, siamo arrivati!”&lt;br /&gt;La polizia è in testa al binario. Stringono le mani attorno agli strumenti di lavoro, mentre la paura di una domenica di violenza impalpabile come la foschia di Milano prende il sopravvento.&lt;br /&gt;Due colonne di fucili, manganelli e scudi li ingloba non appena sbarcano sulla battigia di pietra delle pensiline. Sembra quasi che vogliano proteggere l’intera città dalla foga cieca di quei mille. Non il contrario.&lt;br /&gt;In mezzo alla bolgia anche un ragazzino, avrà 10 anni, non di più.&lt;br /&gt;La violenza scende sottoterra.&lt;br /&gt;La metropolitana viaggia nel ventre di Milano. Gli ultras della Roma vengono scortati fino a sotto il parcheggio dei taxi e di li condotti in un vagone vuoto, tutto per loro. Nel tragitto insulti e tentativi di sfondare il cordone degli sbirri non si contano più. La fiumana giallorossa invade Milano. Di rossoneri, ultras, nemmeno l’ombra. &lt;br /&gt;Anzi, due intrepidi con sciarpe rossonere delle Brigate, dall’altra parte dei binari urlano qualcosa all’indirizzo dei giallorossi. Un paio se ne staccano, attraversano i binari, dieci secondi di calci e pugni prima che intervenga la police e il milanista e lì per terra in una pozza di sangue, mentre il suo socio si era già dileguato.&lt;br /&gt;Ora la tensione diventa via via più palpabile. L’aria è quella pesante dello scontro imminente. Cercato. Desiderato. Evocato.&lt;br /&gt;I romani come le legioni di Cesare lanciano messaggi non proprio subliminali alla città. Come dire: Ci siamo! Vi stiamo aspettando. E lo fanno a modo loro.&lt;br /&gt;Con i soliti canti belluini. Con la violenza gratuita contro qualunque cosa dica: Milano.&lt;br /&gt;Sfregio e disprezzo in ogni vetro che si frantuma, in ogni coro che si intona.&lt;br /&gt;La caccia al milanista è incominciata.&lt;br /&gt;Ancora qualche fermata di Linea Gialla.&lt;br /&gt;A Cadorna si cambia vagone. Anzi vagoni. Due e tutti per i romani!&lt;br /&gt;La Verde è quella che va a San Siro.&lt;br /&gt;Nel trasferimento verso il vagone che andrà a Piazzale Lotto una pietra infrange i finestrini. Gli sbirri si agitano sempre più. Sono verdi in viso. Salgono i foulard amaranto e anche qualche bandana rossonera a celarne il volto sotto i caschi blu. Le mani stringono i fucili e mulinano nervosi i manganelli.&lt;br /&gt;Sono pochi. Gli ultras tanti e avvelenati, come vanno ripetendo da 800 kilometri e molte ore a questa parte.&lt;br /&gt;I legionari di Roma sfilano in mezzo alla domenica meneghina. Cadono ancora alcuni vetri. Il carabiniere più giovane e terrorizzato inizia a colpire a casaccio con il calcio del moschetto nelle ginocchia a chi gli capita a tiro. Un ragazzotto, ancora in botta piena dalla notte prima, sfugge al cordone e si avventa su un’attempata cittadina milanese cercando di scipparle la borsa. La megera resiste. Malmena a sua volta il ragazzotto a colpi di borsetta. Sembra una scena di Ridolini. Ridono tutti, anche il vice questore che va a recuperare il maldestro scippatore rigettandolo nel branco.&lt;br /&gt;Il corteo nel frattempo esce dal tunnel. &lt;br /&gt;La visione imponente del Meazza mozza il fiato e scalda il sangue.&lt;br /&gt;È lo stesso percorso che fece Antonio. A qualcuno sembra di vederlo.&lt;br /&gt;Eccolo lì, che spunta dalla metropolitana e con la sciarpa della Roma nascosta sotto ar giubbetto si avvia coi suoi due compagni verso il monumentale impianto. È un attimo: due o tre del Milan gli si avvicinano, gli chiedono che ore sono o se ha da accendere. La solita scusa der cazzo. Più o meno la stessa che usano a Roma per sgamarti quando dalla Palla o dallo Stadio del tennis ti avvì verso il settore ospiti a piedi dopo aver lasciato l’automobile nel parcheggio. Tutto il mondo è paese.&lt;br /&gt;È un attimo: un cenno e da dietro le impalcature per i lavori di Italia 90 uno sciame di rossoneri escono allo scoperto urlando e correndo come dei pazzi.&lt;br /&gt;Romani di merda vi ammazziamo!&lt;br /&gt;È un attimo: i due soci di Antonio sono lesti a fuggire. Lui rimane imbambolato. È un attimo. Uno sgambetto. Cade a terra. Gli sono sopra. In dieci, venti, forse trenta. È un attimo. Calci in testa, pugni, forse qualche bastonata.&lt;br /&gt;È un attimo: arrivano due o tre carabinieri. I milanisti si dileguano. Antonio è lì per terra. I carabinieri lo soccorrono. Uno lo aiuta ad alzarsi. Antonio sembra riprendersi. Ma è cianotico. Cade per terra. Non respira. Il cuore si è avvolto in se stesso. Gli occhi si rigirano verso il cielo infuocato di un’afosa Milano di inizio giugno. È un attimo. Antonio muore con la sciarpa della Roma nascosta sotto ar giubbetto.&lt;br /&gt;È un attimo.&lt;br /&gt;Una sassaiola parte all’indirizzo di una Uno bianca che sventola ed espone sciarpe e bandiere del Milan. Parte la carica dei carabinieri, più decisa e violenta stavolta.&lt;br /&gt;All’imbocco di Via Satrico il corteo è grosso e rumoroso.&lt;br /&gt;I bastioni di San Siro sbucano mostruosi e minacciosi dalla nebbia.&lt;br /&gt;Dalle villette borghesi di San Siro si levano sguardi assonnati da dietro le finestre appannate e scrutano quella malabolgia che inveisce e sfida il vento. Sono appena le 9,30 del mattino. Volano i primi sassi contro le finestre.&lt;br /&gt;I romani vengono pressati e chiusi in un piazzale con alle spalle inferriate e senza via d’uscita. Ma ormai è tardi. I romani sono gasati dalla vista dello stadio e i poliziotti sanno che non potranno contenerli a lungo. Ricominciano a farli marciare e li conducono fin quasi sotto la curva del Milan. Sono le dieci del mattino, non dovrebbero esserci problemi. E invece ce ne sono. Un gruppo di romanisti si stacca dal corteo e saccheggia un ambulante che espone sciarpe e bandiere del Milan. Il gruppo travolge un giovanotto in vespa che strepita chiedendo strada: calci, pugni e sputi. Il vespino grigio rotola per terra, con la targa Mi che viene scalciata e staccata. Il ragazzo con il casco rosso integrale rotola per terra, viene salvato dal linciaggio dai carabinieri.&lt;br /&gt;Ora gli ultras romani si dirigono minacciosamente verso un baretto ambulante frequentato solitamente dagli ultras rossoneri: lanciano sassi e caricano anche il furgone dei panini.&lt;br /&gt;Dicono di avere fame: “volemo fa’ colazione!”. La Celere li carica nuovamente, spara lacrimogeni in aria, cerca vanamente di contenerli.&lt;br /&gt;Tre colpi di fucile sparati in aria bloccano l’assalto e il paninaro chiude i battenti. Intanto dai lati dei vialoni iniziano ad arrivare alla spicciolata gruppi di ultras del Milan. Senza sciarpe e segni distintivi. Guardano, prendono nota e partono con le staffette ad avvisare gli altri che “i romani sun chi”.&lt;br /&gt;La paura è ai piedi di San Siro.&lt;br /&gt;Intanto gli sbirri capiscono che sotto la Sud non è aria. Compattano il gruppone e lo trasferiscono sotto il settore ospiti.&lt;br /&gt;Passano in piazzale Axum. Sostano davanti il posto dove hanno massacrato Antonio. Gli animi si esasperano.&lt;br /&gt;Ancora cariche violentissime con la polizia e i carabinieri. Due romani vengono fermati ed arrestati. Il bar all’imbocco di Via Caprilli viene chiuso per motivi di sicurezza. &lt;br /&gt;Nel frattempo i milanisti arrivano sempre di più. Da Via Caprilli si riversano in piazzale Axum e si ammassano a ridosso del cordone degli sbirri, i quali si rendono conto di essere troppo pochi nel caso in cui la situazione dovesse degenerare. Ed infatti. I romanisti iniziano una fitta sassaiola contro i rossoneri. Cercano di sfondare il cordone. Gli sbirri indietreggiano, cercano di ripararsi dalla pioggia di sassi e bottiglie. Finita la carica dei romani, riparte furibonda quella della celere, con manganelli impugnati all’incontrario e fucili dalla parte della canna. Caricano sia i romani che i milanesi. Questi ultimi indietreggiano di corsa per poi ricompattarsi all’imbocco di Piazzale Axum.&lt;br /&gt;Ora i due schieramenti sono a pochi metri l’uno dall’altro, separati solo da un esile treccia di militi. Arrivano rinforzi. Ma le due fazioni raggiungono contatti sporadici. Brevi e furiosi corpo a corpo, cinghie, bottiglie rotte, aste di bandiere, manici di piccone. Qualunque cosa viene usata. Volano le transenne. Gli sbirri sbandano nuovamente. La violenza ultras non si può arrestare. Sparano di nuovo lacrimogeni, ma stavolta ad altezza’uomo. Esplode un maresciallo altri due o tre colpi di rivoltella in aria. Gli animi sembrano raggelarsi quando surreale, nel bel mezzo della guerriglia urbana, una ragazza con la sciarpa giallorossa e un mazzo di garofani si fa strada fra i due schieramenti. Vorrebbe deporre il mazzo di fiori sul selciato dove morì Antonio.&lt;br /&gt;Sotto quel pilone, dove l’anno prima…&lt;br /&gt;Ma gli sbirri sono irremovibili.&lt;br /&gt;Non la fanno passare.&lt;br /&gt;L’orda giallorossa fa paura. Gli scontri e le scaramucce si susseguono ad intermittenza, allora qualcuno dai quartieri alti ha un’illuminazione: aprite i cancelli e fate entrare i barbari dentro lo stadio.&lt;br /&gt;È mezzogiorno ormai. Ma la nebbia avvolge sempre tutti in un clima spettrale di violenza e scontri. E dalla nebbia della droga appare la violenza ultrà.&lt;br /&gt;Gli sbirri sono di nuovo disorientati, vengono sballottati da un lato all’altro, si susseguono ordini contraddittori. “ma i biglietti, ce l’hanno questi qui i biglietti?”&lt;br /&gt;E come la solito romanamente il gruppo inizia a cantare:”senza bijetto, entramo senza bijietto…”.&lt;br /&gt;Le maschere dell’A.C. Milan aprono i cancelli e la fiumana sfonda. Chi con il tagliando, i più senza. Ma le maglie della repressione pescano nel mucchio e fermano un ragazzino con il coltello nascosto nei calzini ed una altro giovane con 5 proiettili calibro 6,35 in tasca!!&lt;br /&gt;ROMA CAPITALE, MILANO SUCCURSALE!&lt;br /&gt;I romani appollaiati sulla piccionaia che da sull’esterno assistono alla sfilata dei milanisti sotto. Urla e gestacci, minacce e bottiglie vuote che partono da una parte e dall’altra.&lt;br /&gt;I romani vanno al cesso in fila indiana. Fischio d’inizio fra l’indifferenza dei romani che pensano solo ad insultare e invocare vendetta per Antonio.&lt;br /&gt;Compaiono gli striscioni di carta: &lt;br /&gt;Milanesi tutti Appesi&lt;br /&gt;Roma Capitale Milano Succursale!&lt;br /&gt;Gli sbirri e gli ultras ora guardano la partita insieme. I primi con le mani gelate e il sangue rappreso. Gli altri fumando canne e inveendo contro le volte di acciaio del secondo anello di San Siro.&lt;br /&gt;La partita finisce e nessuno si ricorda il risultato.&lt;br /&gt;Ancora un sussulto quando dopo la gara i milanisti cercano un contatto in Piazzale Lotto. Di nuovo sassi e lacrimogeni e fermati  e sbirri feriti. Di nuovo metropolitana sotto scorta. Di nuovo cori al cianuro. Di nuovo vetri che si infrangono. Di nuovo un treno nella notte che riporta gli ultras romani a casa. Di nuovo sudore, caldo, canne e cocaina. Di nuovo gente appesa al portabagagli, accovacciata sul pavimento dei corridoi, fame e stanchezza che assalgono. &lt;br /&gt;L’invasione di Milano è riuscita. Il caos giallorosso ha terrorizzato la città della nebbia.&lt;br /&gt;Antonio è stato ricordato.&lt;br /&gt;Forse. &lt;br /&gt;Mentre quel mazzo di garofani rossi con nastro giallorosso giace abbandonato sulla panchina di marmo di Roma Termini.&lt;br /&gt;Ore 4, 23 del mattino, quattro mesi e mezzo ed un giorno dopo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-9168961484988459136?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/9168961484988459136'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/9168961484988459136'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2010/01/milano-un-anno-dopo.html' title='MILANO, UN ANNO DOPO'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/S1x4T4c5rxI/AAAAAAAAACU/KWENe9pytmc/s72-c/pizzino-effet.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-1004523008796643316</id><published>2009-12-14T12:36:00.001-08:00</published><updated>2009-12-14T12:37:00.149-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='SPORT'/><title type='text'>Subbuteo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/Syah47NFO1I/AAAAAAAAACM/PNgkxwqGSsg/s1600-h/2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/Syah47NFO1I/AAAAAAAAACM/PNgkxwqGSsg/s200/2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415193601296907090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mi sono innamorato del Subbuteo a sette anni. Nel 1974.&lt;br /&gt;È stato amore cieco, totale, definitivo. Il classico colpo di fulmine. L’Amore a prima vista.&lt;br /&gt;In realtà, lo stesso Amore lo avevo già provato per i colori bianco celesti della Lazio.&lt;br /&gt;Insomma, il 1974 per me è stato l’anno dell’Amore, non certo l’anno del divorzio.&lt;br /&gt;L’apoteosi per un bambino di sette anni. Innamorarsi del Subbuteo lo stesso anno in cui la squadra del cuore diventa Campione d’Italia. Significava amare il calcio. E non tradirlo mai più. Un calcio diverso da quello di oggi, cavalleresco, fatto di grandi personaggi e di grandi squadre. Come si diceva all’epoca parlando di una squadra formidabile, uno ‘squadrone’.&lt;br /&gt;Peccato che per avere la mia prima squadra abbia dovuto attendere quasi un anno e soprattutto peccato che la mia prima squadra di Subbuteo non sia stata la Lazio. Per un’antipatica scelta del Destino ‘quel giorno’ era esaurita. Buon segno, mi dissi, accettando un Disegno superiore. Significava che altri bimbi cercavano quello che cercavo io. Dopo lungo pensare tra le centinaia di squadre in vendita nel negozio (che aveva un nome davvero accattivante, “Casa Mia”), chissà perché, scelsi una squadra provinciale, di quelle che si amano soltanto se si nasce dalle sue parti.&lt;br /&gt;Il Lanerossi Vicenza. Ma per un altro scherzo del suddetto Destino, la commessa, che non aveva certo la perizia calcistica di Paolo Valenti, mi consegnò fiammante tra le mani una versione un po’ meno classica del Lanerossi. Una versione con degli splendidi pantaloncini neri.&lt;br /&gt;L’Amore era sbocciato e quando a sette anni il concetto di proprietà si affaccia nel mondo dei grandi, quelli che la proprietà la difendono o la contestano, non si va tanto per il sottile. Uno strato di colla si produce nelle manine di bambino e con difficoltà si riesce a spostare gli oggetti che le manine stesse custodiscono con tremante perizia.&lt;br /&gt;E fu così che mi portai via la mia prima squadra di Subbuteo.&lt;br /&gt;Fu soltanto a casa che mio fratello – più piccolo di me di tre anni, ma molto più attento di me ai dettagli – mi fece notare che sull’album delle Sacre Figurine Panini la divisa sociale dei veneti prevedeva maglie a strisce bianco-rosse, pantaloncini bianchi. Ma perché non aveva parlato prima! Con la stessa tenacia con la quale avevo scelto una piccola squadra della provincia italiana, ancora abbastanza lontana dai brevi fasti che l’avrebbero fatta salire alla ribalta del gran calcio nazionale pochi anni dopo, mi innamorai perdutamente di quella sua strana versione. Il catalogo del Subbuteo me la indicava come Southampton, squadra inglese che allora proprio ignoravo. E questo bastò a farmi giurare al Southampton eterno Amore. Fu così che con la squadra inglese mi innamorai di quello che era il Calcio con la maiuscola. Il Calcio inglese. Il calcio dei padri, dei fondatori, degli apostoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2005 ho celebrato, s’intende, in forma privata, trent’anni di amore per il Subbuteo. E per il Calcio giocato, o meglio ‘giocato’ proprio nel suo valore di participio passato.&lt;br /&gt;Forse perché il calcio ha segnato una passione di bambino; forse perché le maglie da calcio erano più belle e sempre uguali proprio come quelle dipinte a mano nelle figurine del Subbuteo, invece di cambiare ogni stagione per far piacere agli sponsor che allora non esistevano; forse perché il calcio aveva davvero un altro sapore; forse perché quando un giocatore segnava si abbracciava con i suoi compagni e non correva via per non farsi toccare come non volesse condividere la sua gioia con gli altri o non faceva scene strane pensate in anticipo per essere sempre innovativo nell’esultanza; forse perché i calciatori avevano dei nomi e dei visi più credibili per figurare sugli album e sugli almanacchi; forse perché sono un inguaribile romantico delle domeniche pomeriggio.&lt;br /&gt;E del Subbuteo.&lt;br /&gt;Quando abbiamo deciso di dedicare al Subbuteo (gioco inventato proprio in Inghilterra, quella nazione lontana, strana isola del nord dell’Europa in cui giocava il Southampton) una giornata e una mostra fotografica, sul mio viso si è stampato lo stesso sorriso di bambino col quale ho acquistato centinaia di squadre assieme a mio nonno e a mio fratello. Lo stesso sorriso che ho mentre scrivo.&lt;br /&gt;Parlando con le Istituzioni che ci hanno sostenuto e che ringrazio, abbiamo puntato l’attenzione su quanto il Subbuteo sia stato educativo per diverse generazioni, dal 1947 ad oggi. Simbolo immutabile di Fair Play tutto britannico come la sua nascita e la sua discendenza.&lt;br /&gt;Ma abbiamo omesso quanti litigi e quante risse di bambini e giovinetti ha causato. Le ricordiamo adesso. Sono state litigate sincere, cavalleresche come il calcio che amiamo, spesso inconciliabili per il lasso di tempo necessario a riuscire a riderci sopra. Amicizie e vincoli familiari rotti e ricuciti il tempo di mangiare una bella fetta di pane e olio (per i più ghiotti di pane e zucchero e per mio fratello di entrambe) e di aver voglia di giocare ancora.&lt;br /&gt;Un po’ come prendersi a pugni con lo stesso stile con il quale si duellava anticamente, lasciando al rivale, allo sfidato, o al più debole, l’onore del primo colpo. Questo è stato il Subbuteo per tanti giovani che, ormai, così giovani non sono più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, un mondo magico fatto di fair play da una parte e di sacrosante ragioni per scatenare odio e minacce dall’altra...&lt;br /&gt;Le regole, ad esempio, sono state uno dei motivi di maggiore attrito tra i giocatori del Calcio in miniatura. E di discriminazione. Ricordo regole incredibili, frutto di una libera interpretazione che sfociava nell’eresia. I pochi che leggevano il libretto con le vere regole assumevano ai nostri occhi il valore che i Padri della Chiesa hanno avuto per la Cristianità. E gli eretici convinti, difficili da stanare e condannare al rogo, per noi erano considerati alla stregua dei luterani più incalliti. Seguaci di una loro chiesa che nulla aveva da spartire con la Vera Chiesa del Subbuteo, quella del Padre Nostro Peter Adolph. Che purtroppo oltre ad essere uomo non era anche Dio e non ha trasferito poteri terreni e vincoli sacrali a discendenti eletti per la traditio legis.&lt;br /&gt;Questo ha significato movimenti di subbuteisti che hanno conservato, ampliato, rinnegato, rivisto e corretto il messaggio del vecchio Subbuteo.&lt;br /&gt;Cercando su internet qualche comunità di appassionati del gioco, ne ho trovate davvero molte.&lt;br /&gt;E ancora una volta, come accadeva da bambini quando si litigava, tutte contro tutte. E come litigano! Con lo stesso ardore e la stessa caparbietà di quando si era bambini. C’è chi si richiama alla purezza del gioco e ancora organizza tornei con le squadre prodotte fino agli anni Settanta e c’è chi invece ha inventato il calcio da tavolo e le sue federazioni; c’è chi conserva e chi innova.&lt;br /&gt;Strenui difensori della Tradizione oppongono le proprie ragioni a progressisti che oppongono le proprie verità a ‘bacchettoni’ da Antico Regime.&lt;br /&gt;Ce n’è davvero per tutti. E tutti che nel nome del Subbuteo invocano benedizioni sulle proprie schiere e maledizioni sugli adepti del satanico avversario. Sarà difficile vederli riuniti sotto un’unica bandiera ecumenica, ma sarebbe bello vederli riuniti – deposte le armi – in occasione di una manifestazione dedicata al gioco che tutti amano e al quale si ispirano.&lt;br /&gt;Action Now e il sottoscritto, senza aver necessità di entrare in un così grave problema, sentono di dimostrare la propria fedeltà assoluta a un gioco immortale, celebrandone gli anni d’oro, come un buon tempo antico di dantesca memoria e come un’Età dell’Oro che, di fronte alle tante prove del Kali Yuga, servirà a farci sentire più vicini ai nostri Padri. E a mio nonno che non c’è più, al quale dedico riconoscente la nostra mostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charlotta Smeds, che il Subbuteo lo conosce davvero bene, ha deciso di dedicare i suoi scatti ad alcuni pezzi che lei stessa ha scelto e che fanno parte di una piccola collezione privata. Una collezione di ricordi e di immagini dolcissime. Non si tratta di ripercorrere una storia del Subbuteo o di illustrarne i pezzi, ma di raccontare con l’occhio di una grande fotografa svedese i sentimenti e le immagini indelebili che noi serbiamo nel cuore.&lt;br /&gt;C’è riuscita con grande abilità tecnica e con grande passione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-1004523008796643316?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/1004523008796643316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/1004523008796643316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/subbuteo.html' title='Subbuteo'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/Syah47NFO1I/AAAAAAAAACM/PNgkxwqGSsg/s72-c/2.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-8504371158586254172</id><published>2009-12-13T12:52:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T13:12:42.471-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ARTIGIANATO'/><title type='text'>El Rana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVYsTOMBDI/AAAAAAAAABg/TuG3cMDa6yI/s1600-h/l_eef4379cd2dd43d99fd0d00c1cb36f01.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVYsTOMBDI/AAAAAAAAABg/TuG3cMDa6yI/s200/l_eef4379cd2dd43d99fd0d00c1cb36f01.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414831645080159282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Avevo 17 anni quando mi sono fatto tatuare per la prima volta nello studio di Maurizio Fiorini, storico tatuatore di Firenze; da lì è subito scattata la mia passione per questa arte e così ho deciso di aggiungere nuovi tat2 sulla mia pelle ed iniziare io stesso a tatuare! Dopo un apprendistato nella bottega di Fiorini mi sono reso conto che non era questo il mio lavoro: c’erano troppe persone&lt;br /&gt;più brave di me che avevano da “dire” di più, e ho preferito abbandonare questa iniziativa!&lt;br /&gt;A quel punto mi sono chiesto: come posso restare in questo mondo? La risposta è stata&lt;br /&gt;semplice ... mi sono messo a fare il mio lavoro, l’artigiano orafo (17 anni di carriera ormai),&lt;br /&gt;cercando sempre di realizzare oggetti relazionati con il mondo del tatuaggio, usando iconografie massoniche e religiose, ovvero tutto ciò che prediligo e che mi affascina. Sono un piccolo artigiano, non faccio grosse produzioni e non mi ritengo un artista, faccio però il mio lavoro con passione e cerco di essere onesto con me stesso e con i miei clienti.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Qual è l’unione tra tatuaggi e simbologia religiosa e perché nel mondo del tattoo viene così spesso raffigurata l’immagine sacra ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le immagini sacre sono presenti in questo mondo da sempre e, come vi dicevo prima, io ne sono appassionato; infatti, prima di riprodurle, le colleziono personalmente. Amo le incisioni, le stampe e i cromoliti a tema religioso di fine dell’800 - inizi ‘900....i “memento mori” del ‘700. Queste immagini sacre risultano a volte molto grottesche, ma proprio questo risulta per me una componente&lt;br /&gt;del loro fascino.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come mai proponi “Ex Voto”. Qual è la grazia che hai chiesto e cosa hai ricevuto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Gli ex voto sono altri soggetti che mi affascinano da sempre ... sono bellissimi, tutti pezzi&lt;br /&gt;artigianali antichi reperibili con difficoltà; ho deciso di provare a proporli alle persone&lt;br /&gt;del tat2 world , visto che anche questo è un tema ricorrente nei tat2, soprattutto old style!&lt;br /&gt;Devo dire che sono piaciuti molto e ciò mi fa piacere. Grazie che ho ricevuto? Sono&lt;br /&gt;tante, credo: ho avuto un brutto incidente da ragazzo e sono vivo, e questo già basta, no?&lt;br /&gt;Il resto è troppo intimo per scriverlo! Ah ah ah…&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sacro cuore, tirapugni, coltelli, croci: c’è un legame tra&lt;br /&gt;i vari simboli oppure si tratta solo ed esclusivamente di immagine ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Spesso le cose che mi piacciono di più non vengono capite da molte persone .... oltre a riprendere&lt;br /&gt;i disegni classici e ricorrenti nei tatuaggi cerco di fare cose anche un po’ diverse. Sono affascinato dall’ iconografia massonica, di cui sto cercando di sapere più cose possibili, amo simboli di altre religioni, come le svastiche, che però non sono ancora molto capiti, perchè troppo collegati ad un vicino passato molto triste; le scritte in latino mi affascinano e le propongo nelle mie creazioni ... questo faccio: cerco di trovare una via di mezzo tra le cose ormai di moda e ciò che mi piace.&lt;br /&gt;E sono felice del fatto che molte persone lo capiscano e lo apprezzino.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dove hai esposto i tuoi lavori e quali sono state le tue mostre ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ah ah ah! io non espongo i miei lavori, non sono un artista! Sono solo un artigiano, e&lt;br /&gt;nemmeno tanto bravo! Ah ah ah ah! Con la amica Nicoz , pittrice e proprietaria di una galleria in Francia ho organizzato una mostra di quadri sul tema “ex voto”, due anni fa. La mostra doveva girare per tat2 convention e poi magari fermarsi in qualche galleria, ma, dopo la prima esposizione alla Rome tat2 Expo, il furgone che trasportava i quadri è stato rubato e tutto è andato perso! E’ stata una cosa terribile, ci siamo sentiti male in primis per il lavoro scomparso di tutti gli artisti&lt;br /&gt;partecipanti, poi per il nostro sogno andato in fumo! Non avevamo organizzato l’evento a scopo di lucro, ma solo per far capire alla gente che molti tatuatori sono bravissimi artisti e per far conoscere il significato degli ex voto! E’ andata così ... non credo che organizzerò mai più nessuna mostra, ma ringrazio/iamo tutti quelli che hanno partecipato e chiedo ancora scusa a tutti per ciò che è&lt;br /&gt;successo!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nei tuoi lavori raffiguri rondini, ancore, timoni…simbologia usata negli anni&lt;br /&gt;quaranta dai marinai. Qual è la tua idea di viaggiare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sono molto affascinato dal viaggio...mi piace definirmi un viaggiatore più che un turista e,&lt;br /&gt;appena posso, parto. Durante i miei spostamenti ho conosciuto molte persone con cui&lt;br /&gt;sono ancora in contatto e che stimo moltissimo; ho visto posti e vissuto esperienze davvero interessanti! Sono tornato da poco dalla California ed è stato bellissimo, colgo l’occasione per salutare i miei compagni di viaggio…Carlo, Rudy, Wallace e Angelone! Spero di viaggiare tutta la vita, magari un domani con la mia famiglia, in modo da condividere con le persone care tutto questo... sempre che trovi una “santa donna” che mi sopporti ! ah ah ah! ah ah ah!&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i temi dei miei oggetti, sono sempre legati all’iconografia del tat2&lt;br /&gt;world a cui mi ispiro con il massimo rispetto! Amo questo mondo ... è tutta la mia vita!&lt;br /&gt;Negli ultimi anni è aumentato l’uso dell’ extreme art: che cosa ci puoi dire a riguardo, fino dove si può spingere una persona per stupire e per stupirsi?&lt;br /&gt;Non posso dire nulla riguardo a questo ..ognuno fa ciò che vuole col proprio corpo e&lt;br /&gt;io non sono nessuno per giudicarlo!&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Ti ritieni una persona normale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ah ah ah ah! Decisamente no ..chiedetelo ai miei amici! Sono tutto meno che normale! Ma&lt;br /&gt;anche questo è soggettivo! Chi lo è davvero? Io cerco di essere sereno e pensare positivo,&lt;br /&gt;poi è la vita che decide come andranno le cose... io posso solo viverla!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Conclusioni, spazio libero, dicci : cosa vuoi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Credo di aver detto tutto ... come ho scritto prima, il tat2 world è il mio mondo e io lo&lt;br /&gt;amo! Certo è tanto cambiato negli ultimi dieci anni… ora avere un tatuaggio è di moda, ma&lt;br /&gt;quando hanno incominciato le persone della mia età, o più vecchie, non era così...portare&lt;br /&gt;dei tat2 era difficile davvero! Però bellalì .... va bene così. Io ci sto bene qui in mezzo, ho&lt;br /&gt;un po’ di amici veri che mi vogliono bene e io ne voglio a loro, mi diverto, viaggio...cosa&lt;br /&gt;potrei chiedere di più? Ci tengo solo a ringraziare un po’ di persone che per me sono&lt;br /&gt;importanti ... grazie alla mia famiglia, a Carlo(ti devo un sacco, fratello!), Mallo (sei unico e&lt;br /&gt;sempre presente), Adriano , Ila , Laura , Ross, il Cutini, che sono la famiglia che mi sono&lt;br /&gt;scelto, Viola (Sei stata,sei e sarai sempre fonte di ispirazione per me…grazie) ,Rino,&lt;br /&gt;Paolo, Miki, Mao, The Hells Angels Motorcicle Club di Roma e Milano, Franz, Francesco&lt;br /&gt;RIP, Franco e Andrea Cecconi, Mo’o ,Marghe, Heinz, Robert, Emonem, Mike, Yoghy, il Tocci&lt;br /&gt;e tutti gli amici che non ho nominato per questione di spazio e a cui voglio bene ....&lt;br /&gt;grazie a tutti di essere sempre stati presenti nella mia vita! Dopo questa parentesi EMO&lt;br /&gt;direi che ho finito e posso andare a mangiare ... cazzo, ho una fame…!&lt;br /&gt;Ci vediamo in giro...&lt;br /&gt;Contatti:&lt;br /&gt;www.el-rana.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-8504371158586254172?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/8504371158586254172'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/8504371158586254172'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/el-rana.html' title='El Rana'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVYsTOMBDI/AAAAAAAAABg/TuG3cMDa6yI/s72-c/l_eef4379cd2dd43d99fd0d00c1cb36f01.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-2610192339450445879</id><published>2009-12-13T12:48:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T12:51:21.382-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MOTORI'/><title type='text'>Hot Rod Havoc – Lower, Louder, Faster</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVTwYUeYsI/AAAAAAAAABY/WW67DYUjc0s/s1600-h/P1010133.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVTwYUeYsI/AAAAAAAAABY/WW67DYUjc0s/s200/P1010133.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414826217610044098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;HOT ROD HAVOC – LOWER, LOUDER, FASTER&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scena della auto di origine Americana (in particolare Hot Rod e Kustom Car) ha negli ultimi anni visto un profondo cambiamento: sempre più l’ambiente punk - rock si sta appropriando di una scena che storicamente era esclusiva di nostalgie rock’n roll e rockabilly, accentuando la vena più corsaiola e “fuorilegge” che si aveva a cavallo tra gli anni ’40 e ’50 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli amanti dei SOCIAL DISTORTIONS hanno visto in questi anni l’influenza sempre maggiore nei testi e nello stile del gruppo di questo ambiente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma spieghiamo cosa significa realizzare un veicolo Hot Rod: immaginate di prendere la Balilla arrugginita di vostro nonno, grattare via la ruggine (ma non troppo), non riverniciare il tutto (al massimo un giro di bomboletta nero opaco) … e spendete tutti i vostri risparmi per montare un motore da 5.000 o 6.000 di cilindrata (possibilmente sovralimentato), lasciando ovviamente sistema frenante e assetto “originale”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è quello che facevano alla fine degli anni ’40 i ragazzi americani (spesso di ritorno dalla II Guerra Mondiale) ed è quello che si è ricominciato a fare, superando un contesto che vedeva veicoli “cool” solo i mezzi carichi di accessori da migliaia di dollari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo nuovo contesto si è avuto un proliferare di CAR CLUB (C.C.), fondati da zero o dalle ceneri di gloriosi gruppi storici degli anni ’50 &lt;br /&gt;Molti di questi C.C. che erano stati superati e isolati dai proprietari dei progetti milionari che si erano diffusi negli anni ‘80 e ’90, perché considerati fuori moda o troppo cheap&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Questi Club, rispetto la scena motociclistica, sono mediamente piccoli (meno di 10 membri), difficilmente hanno intenzione di creare Chapter in sedi diverse dalla loro area geografica di origine e sono legati più da vincoli di amicizia personale e passione per i mezzi che customizzato che a “colori e simboli”… al massimo condividono le spese di un Garage che usano come officina comune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esempio di questa nuovo modo di vivere i mezzi sono sicuramente i RUMBLERS di NYC: fondati nel 1996 da ROGER MIRET (già cantante degli AGNOSTIC FRONT e attuale leader dei DISASTER) per supportare la creazione e diffusione di hot rod e kustom car nello stile e tradizione più classica (Old School, con mezzi pre ‘65)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Rumblers amano definirsi “HOT ROD HOOLIGANS” per la loro attitudine punk – hardcore, la passione per le gare di velocità (spesso con veicoli anni ’30) e il burn out che fanno ai raduni … un atteggiamento diametralmente opposto allo stile dei raduni classici per macchine americane&lt;br /&gt;http://www.rumblersnation.com/Nation.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I momenti migliori di questa nuova scena Hot Rod infatti sono proprio i raduni, dove la passione per i veicoli si unisce spesso alla sfida per arrivare al raduno stesso sul proprio mezzo marciante  … visti i budget disponibili&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attorno a questi raduni sta nascendo una serie di film – documentari che riprendono sia le reunion che le gare di questi mezzi: di seguito un paio di link che consigliamo di visitare per vedere i trailer di alcuni film in ambito&lt;br /&gt;http://www.hotrodhavoc.com/main.html&lt;br /&gt;http://www.madfabricators.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I migliori raduni della scena europea sono storicamente quelli scandinavi dove la tradizione per la meccanica americane è da sempre ben radicata, ma anche l’Europa continentale sta crescendo in modo significativo (UK, Germania, Svizzera e Belgio soprattutto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare nei raduni continentali si vede sempre più inserirsi la scena punk rock che descrivevamo prima: i mezzi stanno iniziando ad arrivare (spesso con problematiche burocratiche fantozziane), ma è soprattutto l’attitudine di fondo che li contraddistingue … anche se il hai un maggiolino VOLKSWAGEN tirato a ruggine … importante è il motore Porsche da 2.400 con due carburatori doppio corpo che ha montato sotto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su customsickles.com (comunità online formata circa un anno fa) trovate diverse centinaia di foto dei principali raduni europei e internazionali&lt;br /&gt;http://www.customsickles.com/03keeptheflame/index.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ROAD DEVILS C.C. – HOT ROD AND ART SHOW &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ROAD DEVILS C.C. è tra i longevi car club della scena Americana, fondato nel 1946, da sempre sposato alla cultura Hot Rod più semplice e pura: meccanica originale, verniciatura “nero opaco” come prima scelta, assetto ribassato e tetto “choppato” (cioè anche questo ribassato)&lt;br /&gt;http://www.roaddevilseurope.de/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da diversi anni la chapter tedesca è molto attiva nell’organizzare e supportare la crescita della kustom kulture in Europa: Tom “Piston”, elemento fondante dei Road Devils C.C. tedeschi è anche tra gli autore della fanzine “Smokin’ Shut Down”  … sicuramente tra le fanzine “guida” dell’attuale scena di custom car e hot rod europea&lt;br /&gt;http://www.smokinshutdown.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso agosto i Road Devils C.C. hanno organizzato un evento con la partecipazione di GENE WINFIELD (leggendario custom builder e hotrod racer), “LIL DADDY ROTH” (figlio del Grande Ed Roth) oltre ad artisti e pinstripe europei (tra cui i francesi Vincente ed Empire 32 ed il torinese Roberto di Custom Design)&lt;br /&gt;http://www.customsickles.com/03keeptheflame/RoadDevils2007/index.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-2610192339450445879?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/2610192339450445879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/2610192339450445879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/hot-rod-havoc-lower-louder-faster.html' title='Hot Rod Havoc – Lower, Louder, Faster'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVTwYUeYsI/AAAAAAAAABY/WW67DYUjc0s/s72-c/P1010133.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-2478130166591145051</id><published>2009-12-13T12:45:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T12:48:36.666-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TATTOO'/><title type='text'>Horiokami</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVTCI1dzdI/AAAAAAAAABQ/owtYmg4xjMw/s1600-h/fenice1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 133px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVTCI1dzdI/AAAAAAAAABQ/owtYmg4xjMw/s200/fenice1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414825423179468242" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1-Ciao Lupo, da quanti anni lavori? parlaci di come e quando hai cominciato. &lt;br /&gt;Come sei passato dai graffiti al tatuaggio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;bhe facendo un po di conti ormai sono su per giu 8 anni..anche se i primi anni nn si lavora mai molto e per bilanciare si disegna notte e giorno.&lt;br /&gt;ho cominciato attirato dal fattore del disegno,sono sempre stato attirato dalle arti visive e fin da piccolo dal disegno,un altro fattore è stato senza dubbio la musica che mi ha permesso di frequentare e di suonare con persone tatuate e ambienti dove il tatuaggio è sempre stao molto presente,concerti punk-hardcore,quando questo movimento non era ancora un fenomeno di massa.&lt;br /&gt; partì col disegnare soggetti da tauaggio nel 1999 ma il mio approccio col disegno vero e proprio e molto antecedente, risale all 1993 quando cominciai a disegnare graffiti e a dipingere a spray studiando lettering e forme delle lettere dipingendo per i successivi 5-6 anni su muro treni e pannelli..la cosa mi stimolavA  molto è la mia passione e la curiosità per il disegno cresceva anno dopo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2-Quali sono gli stili che ti appassionano di più? So che studi molto la cultura Giapponese, come ti sei avvicinato a questo "mondo"? Quali sono gli artisti che preferisci? &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;gli stili di tatuaggio che fin da subito hanno attirato di piu la mia attenzione sono stati il giapponese tradizzionale e l'old scool americano dagli anno 20 al 50,amo tutti e due questi stili ma credo che il giapponese sia come dire.. il passo successivo,una scelta di studio del disegno molto piu matura rispetto ad altri stili, nulla da togliere ad altri stili ma il giapponese ha un back ground storico culturale invidiabile,è arte trascendentale che diventa cultura, il tatuaggio giapponese e da centinaia d'anni insito nella cultura del sol levante,dando modo hai giapponesi di creare autentici capolavori sempre perfetti anche dopo 20 -30 anni,poi successivamente mi appassionai anche alla loro tecnica tradizzionale e a tutti gli aspetti che ruotano attorno al loro modo di vedere e vivere il tatuaggio.&lt;br /&gt;la rosa di artisti che amo spazziano  da pittori del passato a tatuatori che ogni giorno influiscono nel mio lavoro migliorando le stimolando le mie idee,bhe per fare un po di nomi.. pittori come  hokusai,kyosai,kuniyoshi.. yoshitoshi,a tatuatori contemporanei come horiyoshi lll,horitomo, horikoi..e per l'old scool nomi come ed hardy,sailor jerry ,percy waters, e x finire con amici come cris chon,scott sylvia,theo mindell ecc... ecc..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3-Visto che siamo su una rivista che tratta principalmente musica...pensi ci possa essere un rapporto diretto tra musica e tattoo? Quali sono i tuoi ascolti preferiti e che rapporto hai con la musica (mi riferisco soprattutto quella hardcore o di strada)?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;credo per certo che ci possa essere un legame tra il mondo della musica e quello del tatuaggio,come gia ti dissi ho vissuto in prima persona questo feeling,la musica è una forma d'arte e di espressione fortissima,e per questo motivo attira altre forme di espressione come il tatuaggio,la pittura ecc....le persone che si tatuano come quelle che fanno musica rispondono ad un impellente bisogno di comunicare,anche se lo fanno in maniera molto personale e underground.&lt;br /&gt;i miei ascolti preferiti ormai nn fanno piu parte del panorama attuale dell'hardcore che ormai credo che sia piu unacosa di soldi e di major...e di fighetti che si atteggiano da finocchi.&lt;br /&gt;i gruppi che porto nel cuore sono senza dubbio i negazione,una band che ha segnato il panorama dell hard core italiano..o anche gli indigesti,bikini kill,a band un po piu contemporanee come i concrete di roma o los vaticanos,i by all means di modena..eanche i xgoccenel marex di vicenza..tutte band che hanno segnato la mia attitudine musicalee il mio modo di vedere la musica.&lt;br /&gt;poi anche evergreen come i minor threat,gorilla biscuits,sick of it all,bane,converge,american nightmare-give up the ghost,hope conspirancy,darkest hour..tutte band che amo x aver portato avanti la loro attitudine in maniera genuina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4-Qual'è la tua oppinione sulla scena italiana?&lt;br /&gt;Tra le altre cose penso che negli ultimi anni sia aumentata la "tolleranza" verso il tatuaggio...ci sono più persone che lo apprezzano; noti anche tu qualche cambiamento in questo senso? &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;la scena italiana del tatuaggio negli ultimi  ha fatto un discreto passo avanti,i tatuatori sono molto piu appassionati e curiosi verso il proprio lavoro,hanno capito che disegnare è un aspetto fondamentale del tatuaggio,avere gusto e cultura sui sogetti da scegliere è fondamentale x la riuscita del lavoro.&lt;br /&gt;credo che il fatto della tolleranza verso il tatuaggio sia legato al fatto che anche questa cultura sia soggetta a una commercializzazione lenta ma presente...sai comè, da un lato ti aiuta ma dall altro ti penalizza,le persone ormai sono abituate a vedere il tatuaggio come un fast food del disegno,questo tipo di mentalita nn aiuta certo il mondo del tatuaggio.&lt;br /&gt;personalmente provo a fare sempre di piu soggetti grandi e cose impegnative che mi permettano di studiare il tatuaggio come uno studio vero e proprio ..lavorare su un ristretto numero di persone fidate e appassionate che apprezzino il mio lavoro, facendo in modo che io possa dare il meglio dell mio studiosui disegni e del lavoro che faccio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;6-Hai avuto occasione di lavorare anche all'estero, soprattutto negli Stati Uniti. Come hai vissuto questa esperienza? Quali sono le differenze maggiori che hai notato tra l'Europa in generale e gli USA&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;si ho avuto l occasione di lavorare in america come in giappone..&lt;br /&gt;l'esperienze che si fanno all'estero sono sempre positive ,ti permette di vedere al lavoro artisti bravissimi e ti aiuta ad avere stimoli per il proprio lavoro personale,ti da possibilità di scambiare punti di vista e informazzione  su tutto..sai com'è fuori dall'italia e sempre tutto cosi interessante..&lt;br /&gt;le differenze tra l europa l asia o l amerca..abbiano solo differenze stilistiche..ogni continente ha un suo modo di vedere la cosa in base alla cultura che lo porta avanti..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;7-Parlaci dei tuoi prossimi progetti. Dove lavorerai nei prossimi mesi? Come possiamo contattarti per un appuntamento? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;in questo momento mi sono un po fermato con i viaggi che amo fare in abbondanza,sto pensando di studiare ancora per poi andare piu spesso in giappone,ultimamente è il posto che mi attira di piu,e nn solo il tatuaggio giapponese tradizionale che amo,ma x il loro modo di lavorare e per la loro privacy e il rispetto che hanno x le cose che fanno.&lt;br /&gt;avrei voglia di aprire uno studio piu grande per avere un angolo per lavorare a mano in maniera tradizionale con un tatami e tutto il resto...ma per ora restano sogni nel cassetto.. poi chissa speriamo in bene!&lt;br /&gt;per un appuntamento preferisco vedere sempre in faccia il cliente sempreche la distanza lo permetta,&lt;br /&gt;per vari contatti ho a disposizzione il mio sito internet oppure myspace...o semplicemente per via telefonica..&lt;br /&gt;tel 340 8000142&lt;br /&gt;www.inksidetattooing.com&lt;br /&gt;www.myspace.com/horiokami&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;8-A te le ultime parole!!! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;ringrazio e saluto tutti kuelli che partecipano a questo giornale,ringrazio burro e tutti i miei amici e le persone che mi sopportano e supportano...&lt;br /&gt;GAMBATE!!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-2478130166591145051?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/2478130166591145051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/2478130166591145051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/horiokami.html' title='Horiokami'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVTCI1dzdI/AAAAAAAAABQ/owtYmg4xjMw/s72-c/fenice1.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-1465611785910373701</id><published>2009-12-13T12:43:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T12:45:45.293-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MUSICA'/><title type='text'>Pow Pow Movement</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVSbc-jf4I/AAAAAAAAABI/GGMkYWCiy3w/s1600-h/029g.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVSbc-jf4I/AAAAAAAAABI/GGMkYWCiy3w/s200/029g.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414824758571401090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;POW POW MOVEMENT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il 1992 quando le menti di Dj Ingo e Mc Backra diedero vita a Colonia (Germania) al sound system reggae dancehall Pow Pow (come due colpi di pistola)!! &lt;br /&gt;Ebbe subito un successo incredibile. Venne invitato negli anni seguenti a suonare in numerosi paesi del mondo, tra cui la Jamaica (terra da cui proviene gran parte della musica dancehall).&lt;br /&gt;Insieme a Ingo e Backra c’era un giovanissimo aspirante cantante della loro stessa città, Gentleman, che si esibiva on stage sui vari riddim del system. Oggi questo artista è ormai famoso in tutto il globo ed i suoi ultimi due album sono stati per mesi in vetta alle classifiche reggae mondiali.&lt;br /&gt;Nel 1995 la crew si allarga con l’ arrivo di Mr Brown (alche lui dj) e di Devon (mc), jamaicano trapiantato da qualche anno in Germania. Cosi’ Pow Pow diventa “Movement” e, da quell’anno, suona tutti i venerdì notte al Petit Prince Club di Colonia.&lt;br /&gt;In quegli anni inizia anche, in una radio cittadina, la loro trasmissione: “Pow Pow reggae radio”.&lt;br /&gt;Da allora la marcia di questo sound diventa inarrestabile, innumerevoli dancehall da una parte all’altra del mondo, insieme a sound system del calibro di Stone Love, Killamanjao, David Rodigan, Black Kat, Bass Odissey…&lt;br /&gt;Nel 2000 è la prima crew europea della storia a partecipare al mitico World Clash di New York, una sorta di campionato del mondo dei sound system. In quell’occasione non vinsero, ma negli anni successivi si tolsero importanti soddisfazioni in altri clash, per esempio contro gli olandesi Jah Sound o contro i romani One Love Hi Pawa.&lt;br /&gt;Dj Ingo due anni dopo crea la Pow Pow label, ovvero la loro etichetta discografica, che produce vari riddims sui quali incidono molti artisti (jamaicani e non)…a thing called 45 giri!!!&lt;br /&gt;Blaze, Shanty Town, Superior, sono solo alcune delle loro produzioni più famose e più vendute.&lt;br /&gt;Nell’anno appena trascorso hanno dato alla luce altri due riddims: Follow e Ruff &amp; Tuff.&lt;br /&gt;Oggi, dopo più di 15 anni di attività, Pow Pow Movement rimane uno dei sound system più potenti e piu’ apprezzati al mondo, e ogni volta ascoltarli è un vero piacere!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-1465611785910373701?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/1465611785910373701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/1465611785910373701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/pow-pow-movement.html' title='Pow Pow Movement'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVSbc-jf4I/AAAAAAAAABI/GGMkYWCiy3w/s72-c/029g.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-2774385508025953619</id><published>2009-12-13T12:40:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T12:42:16.707-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MUSICA'/><title type='text'>Storia Rude</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVRlzkNnhI/AAAAAAAAAA4/FP3HCmMGp1E/s1600-h/malafamilia+backstage+bilbao+el+rude.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 134px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVRlzkNnhI/AAAAAAAAAA4/FP3HCmMGp1E/s200/malafamilia+backstage+bilbao+el+rude.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414823836921994770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;STORIA RUDE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luca Lombardo aka RUDE ,nasce a bologna nel 1964 da genitori Sicilian. Emigrati in germania ,rude torna in Italia nell 1977 ,anno cruciale per la sua future vita, Bologna ,allora era  úna citta  in  continuo fermento ,e da  da14enne, assiste alla nascita del punk in Italia,e a tutta la ´sottocultura che ne derivera…&lt;br /&gt;Nel 1985 nascono  i Ghetto 84; la band (o forse meglio dire la gang…)dara´ inizio alla seconda ondata del punk rock/oi Bolognese  e suona un street punk fortemente influenzato da cockney rejects,nabat ,sham 69,etc… Diventano gruppo “cult”della loro citta grazie ai loro concerti selvaggi e anche a causa dei vari problemi di rude&amp; con polizia,arci,sinistra militontista  e fascisti varii(…ndr.  tratto da  e wu ming “ordigni” storia del punk a Bo..), essendo  parte attiva  in quegli anni degli URB ( gli ultras dell bologna )  hanno come pubblico  punxs,molti skinheads,hooligans e tamarri vari.&lt;br /&gt;Pubblicano “ Feccia” in risposta alle critiche ,feroce street-anthem che li porta a suonare  spesso assieme a Nabat , il cui cantante Steno , produrra “la rumba” ,loro primo lavoro (,,,,uscii solo  su cassetta!!!!),nel 1987.&lt;br /&gt;Rude si trasferisce a Londra per 1 anno , lavora a Brixton ,  e si innamora delle sonorita giamaicane,, all suo ritorno inizia a suonare come Dj ,per le prime mitiche danzhall al Casalone ,,nel ´91 registra   una cassetta   di reggae-ska e ne vendera´2000 copie all interno della curva dello stadio, con I soldi ricavati Ghetto 84 , nel 1994,produce il suo primo e unico lp/cd “a denti stretti” un mix incendiario di “streetcore “,o meglio musica da strada  ,cantata in italiano.,assieme a gridalo forte records-roma e negu gorriak –paesi Baschi.&lt;br /&gt;Il disco .come avveniva spesso in quegli  anni, sancisce pure la fine della band, ed e´línizio della connessione  a colpi di rap.reggae e jungle ,con la scena sound system  latino-americana,spagnola e bascha.&lt;br /&gt; Esce “Rude Boy rock” nel 1999(gridalo forte rec.),uno dei primi tentavivi in italia di unire punk con dub e jungle, nel 2003 esce “Barriobeatz” ,il cd col suo mix di ska,cumbia  e suoni urbani riscuote consenso e Manu Chao invita Rude  a Remixare alcune trace suo e a fargli da Mc , assieme a Fermin Muguruza ,per il suo tour anti-major “jai alai katumbi express”&lt;br /&gt;Nel 2004 entra a far parte di Aretuska,chiamato da don Roy paci,incide con loro “parola d´&lt;br /&gt;Onore” a cui seguono 2 anni di tour x tutta europa e una grande amicizia che lega ancora oggi rude ai compare arteuska.&lt;br /&gt;Si trasferisce a Barcelona nel 2006 ed e´come un ritorno al passato,    entra nella KINKY BEAT ,come mc-dj ,la miglior live band spagnola attuale,suona di nuovo punk rock,pero mischiato con drum&amp;bass,rap,patchanka , con loro suona in tutti I maggiori festival mondiali  tra cui Glastonboury (uk)Low ,Parkpop(nl)Dour(B)Kreuzberg(berlin),mexico,brasile,japan,etc…&lt;br /&gt;Ha remixato,cantato,e consumato microfoni,e palchi assieme a fermin muguruza,banda bassotti,manu chao,amparanoia,cypress hill,aretuska,asian dub foundation,laurela aitken,kinky beat,che sudaka &amp; many more….&lt;br /&gt;Attualmente registrando il nuovo disco 18 tracce  rap-drum&amp;bass-danzhall. PUNK,. con attidudine, ,,,,insomma ,sempre di hardcore si tratta, liriche al vetriolo e ospiti da tutto il mondo, da citta del messico, a bilbao,  ….true underground colours …&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-2774385508025953619?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/2774385508025953619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/2774385508025953619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/storia-rude.html' title='Storia Rude'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVRlzkNnhI/AAAAAAAAAA4/FP3HCmMGp1E/s72-c/malafamilia+backstage+bilbao+el+rude.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-717346207685446315</id><published>2009-12-13T09:37:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T09:43:29.404-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='STREETART'/><title type='text'>bR1</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUndAw2lsI/AAAAAAAAAAw/QD31BjbcMck/s1600-h/2626414910_99a3864367.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUndAw2lsI/AAAAAAAAAAw/QD31BjbcMck/s200/2626414910_99a3864367.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414777506357483202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;bR1 è un ragazzo di 23 anni. Vive e studia giurisprudenza a Torino. Qualche anno fa è rimasto affascinato dalla street art, un movimento artistico che consiste sostanzialmente nel rendere le strade una galleria d’arte a cielo aperto. La caratteristica maggiore è che un muro di una strada è accessibile a tutti per sua natura, non è uno spazio chiuso come la galleria, aperta a pochi eletti.&lt;br /&gt;Quindi tutti possono esprimersi e lanciare idee e messaggi.&lt;br /&gt;Ovviamente il confine tra lecito e illecito è assai labile: “personalmente cerco di attaccare poster in luoghi fatiscenti, di modo che il mio disegno possa avere una funzione di riqualificazione urbana e di abbellimento, oltre che artistica”. Uno degli effetti più sorprendenti del fenomeno street art lo si può notare quando su una parete viene attaccato un disegno (o meglio, uno stick), poi ne spunta un secondo a cui ne segue un altro e in poco tempo la parete viene tappezzata. Ciò è indicativo del fatto che il movimento è attivo e in continua espansione. Inoltre i messaggi che vengono comunicati osservando la parete tappezzata hanno un forte potere comunicativo.&lt;br /&gt;Comunicare qualcosa all’osservatore è proprio il principale obbiettivo di bR1: non solo sensazioni, che sono istantanee, ma qualcosa che rimanga in testa e che aiuti a riflettere o a capire meglio la società che ci circonda, e di cui siamo componenti. troppo spesso succubi.&lt;br /&gt;I suoi lavori sono ad alto contenuto sociale e solitamente richiamano analisi sociologiche che bR1 conduce nella vita di tutti i giorni, principalmente leggendo libri, riviste o navigando in internet. Scrittori come Zygmunt Bauman o Naomi Klein sono una continua fonte di ispirazione per i suoi lavori.&lt;br /&gt;La street art può quindi essere usata come canale di informazione. E rientra tra i suoi obbiettivi far prendere coscienza alle persone delle verità (poche volte lecite) che si nascondono dietro le multinazionali, del consumismo sfrenato o dell’alienazione sociale, effetti diretti del fenomeno.&lt;br /&gt;L’ultimo progetto creato da bR1 ruota intorno alla figura della donna musulmana. Il suo obbiettivo è farne conoscere i costumi, condizioni di vita e rivalutare la sua componente estetica. E’ affascinato dalle donne con il velo, in quanto hanno una bellezza unica e nascosta. Il velo deve anche essere visto come un simbolo d’identità e di caratterizzazione, spesso da contrapporre all’omologazione dei costumi e dell’abbigliamento. Lo stesso indumento, prodotto da poche imprese, che viene propinato all’intero universo. Purtroppo spesso traspare dai loro volti una tristezza e una insoddisfazione latente. Quindi analizzando il fenomeno bR1 vuole capirne le cause a rappresentarle con disegni.&lt;br /&gt;Una sorta di sociologo che si esprime disegnando.&lt;br /&gt;Mentre all’esterno il suo corredo artistico è rappresentato da pennelli, scope (che è un pennello extra large) e secchi pieni di colla vinilica, in casa disegna, ama il bianco-nero e lo studio delle linee. Sua passione è creare collage utilizzando ritagli da riviste di uso comune.&lt;br /&gt;Per capire il fenomeno della street art può essere utile una visita a siti internet di prim’ordine come woostercollective.com o ekosystem.org. Visitando anche i siti proposti nei link l’osservatore potrà avere accesso all’intero panorama artistico internazionale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-717346207685446315?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/717346207685446315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/717346207685446315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/br1.html' title='bR1'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUndAw2lsI/AAAAAAAAAAw/QD31BjbcMck/s72-c/2626414910_99a3864367.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-9014811859046233273</id><published>2009-12-13T09:28:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T09:31:42.087-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CINEMA'/><title type='text'>BREGOVIĆ E KUSTURICA: AMICIZIA, INIMICIZIA E GENIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUkxn859wI/AAAAAAAAAAo/lGRt5hxbBjw/s1600-h/DSCN0533.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUkxn859wI/AAAAAAAAAAo/lGRt5hxbBjw/s200/DSCN0533.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414774561939519234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Molti hanno pensato, e scritto, che dopo la separazione tra Goran Bregović ed Emir Kusturica tutto o quasi sarebbe cambiato nelle rispettive carriere, ad un passo dall’imboccare un binario morto. Un po’ quel che si predicò quando Ciccio Graziani si allontanò dal Toro e da Paolino Pulici per andare alla Roma prima, alla Fiorentina poi. L’uno diventò campione del mondo e sfiorò la Coppa dei Campioni; l’altro finì per incarnare l’essenza stessa dello spirito granata, un simbolo destinato a durare per sempre. Dopo aver lavorato insieme per l’ultima volta in Underground, film datato 1995, malgrado certe previsioni facili e avventate Bregović e Kusturica hanno continuato a mietere successi. Il primo ha composto la colonna sonora per Train de vie di Radu Mihaileanu, oltre a sfornare album di successo internazionale quali: Ederlezi, Bregović&amp;Kayah insieme alla sublime voce della cantante polacca, Songbook, Music for films, Tales&amp;Songs from weddings and funerals, Bregović’s Karmen che raccoglie i brani dell’opera omonima che egli ha ideato, scritto e diretto; il secondo ha girato Gatto nero, gatto bianco con cui si è aggiudicato il Leone d’argento a Venezia, Super 8 stories sulla tournée europea della sua No Smoking Orchestra nel 2001, La vita è un miracolo. Nel giugno di quest’anno, inoltre, Kusturica ha portato in scena all’Opéra Bastille di Parigi la versione teatrale del Tempo dei Gitani, ottenendo un clamoroso successo di pubblico e critica. &lt;br /&gt;Bregović e Kusturica si conoscono a metà degli anni Settanta nel cuore della vita artistica di Sarajevo. Entrambi sono originari dell’attuale capitale della Bosnia-Erzegovina, di una città ancora magica e incantata malgrado la violenza che l’ha scossa. Bregović, classe 1950, è di madre serba e padre croato, condizione che gli viene rinfacciata ora dall’una ora dall’altra parte; Kusturica, nativo del 1954, ha genitori serbi, ma un passato familiare musulmano che gli viene ricordato continuamente dai bosniaci. Follie nazionaliste lasciate in eredità dalla compianta Jugoslavia. Al tempo, Bregović ha già abbandonato lo studio del violino presso il Conservatorio per dedicarsi alla musica rock. Dall’età di sedici anni egli infiamma i suoi coetanei in formazioni come Bestie, Kodeks, Jutro e la più famosa, Bijelo Dugme (sdogananta come White Button), che ne farà l’idolo dei giovani sino a metà degli anni Ottanta. Il diciottenne Bregović trascorre un anno in Italia, a Napoli, Capri e Ischia, mantenendosi facendo musica d’intrattenimento nelle pizzerie e musica rock in alcuni club. Tornato in patria, si iscrive alla Facoltà di Filosofia, che non finirà mai a causa dell’improvviso e travolgente successo. Kusturica, dal canto suo, è un cineasta e bassista amatoriale. Finito il liceo, si stabilisce cinque anni a Praga per frequentare l’Accademia cinematografica FAMU, dove si laurea nel 1977 col cortometraggio di 25 minuti Guernica. Il film, peraltro, contiene già alcuni tratti tipici della sua arte: il grottesco, anzitutto. Si tratta della storia di un ragazzo cui viene spiegato che gli ebrei si riconoscono dalla forma del naso: incomincia, così, a ritagliare tutti i nasi contenuti nelle foto dell’album di famiglia per comporli in un’unica immagine. Rientrato a Sarajevo, Kusturica realizza due film per la televisione di stato: Arrivano le spose (1979) e Caffè Titanic (1980). Nel 1981 gira Ti ricordi di Dolly Bell?, che vince il Leone d’Oro a Venezia come miglior pellicola d’esordio. Il protagonista, ancora una volta, è un adolescente alle prese con la propria crescita civile e sessuale. Da un lato, il contrasto con il padre comunista e ubriacone; dall’altro, l’attrazione per l’avvenente Dolly Bell, una ragazzetta poco più grande di lui costretta a dimorare presso il suo pollaio dal trafficone del quartiere. Il suo soprannome, peraltro, le deriva dal film di Blasetti Europa di notte (1959) in cui per la prima volta viene immortalata una spogliarellista. La presenza della ragazza finirà per distrarre il sedicenne Dino Zolja dai propri studi sull’ipnosi, che egli cerca di praticare sugli animali di casa e su se stesso: “Ogni giorno sotto ogni profilo progredisco sempre di più”, si ripete senza sosta. Altrettanto ossessiva è la presenza di Ventiquattromila baci di Adriano Celentano, presente nel film praticamente in ogni forma, dalla filodiffusione all’improbabile versione cantata da Dino e i suoi amici in coro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo, si stringe ulteriormente l’amicizia tra Bregović e Kusturica; quest’ultimo conosce anche Nelle Karajilic dei Zabranjeno Pusenje (in seguito No Smoking Orchestra), gruppo attivo dal 1981. Nel 1985, è il Festival di Cannes a consacrarlo definitivamente con Papà è in viaggio d’affari, che gli guadagna la prima Palma d’Oro. Per il piccolo Malik, ennesimo protagonista giovanissimo di uno dei film di Kusturica, il papà è semplicemente in viaggio d’affari; in realtà, accusato di tradimento è stato deportato subito dopo il distacco di Tito dalla politica di Stalin. Per alcuni anni, entrando a far parte della No Smoking Orchestra come bassista nel 1986, il regista si dedica alla musica in attesa di una nuova idea da sceneggiare. Quando è convinto di avercela tra le mani, la collaborazione con l’amico Bregović – che intanto ha chiuso la parentesi coi White Button – è una conseguenza naturale. Incuriosito da un articolo sul commercio di bambini rom verso l’Italia, Kusturica si trasferisce per un certo periodo a Skopje, attuale capitale della Macedonia, iscrivendosi anche ad una squadra di calcio composta di soli zingari. Nel quartiere in cui vive ce ne sono oltre 50mila. Nasce così Il tempo dei gitani, i cui attori sono tutti non professionisti, rom per lo più analfabeti che il regista ha conosciuto direttamente. Il film, improvvisato per oltre due terzi, gli regala il premio alla miglior regia nel 1989 a Cannes. La storia racconta le vicissitudini del giovane Perhan, che per guarire la sorella paralitica si lascia guidare in Italia dal miraggio di facili guadagni. Al suo ritorno, il naufragio della storia d’amore che aveva interrotto trascina tutto nel sangue. La scena senz’altro più poetica e riuscita del Tempo dei gitani è quella della festa lungo il fiume, in cui il tema composto da Bregović, Ederlezi, accompagna ed esalta l’azione. Una scena che richiama Fellini, cui Kusturica ha ammesso di essere debitore: “Non sopporto il naturalismo dei film di Hollywood, dove il personaggio esce dalla macchina, apre la porta, sale sull'ascensore, esce dall'ascensore, attraversa i corridoi, apre la porta e poi chiude la porta. Trasporta grossi sacchetti del supermercato e poi li butta nel frigo. Poi dal frigo tirano fuori un gelato. Squilla il telefono. Allora lui si preoccupa. Risponde al telefono appoggiandolo sulla spalla. Amo i film di Fellini perché non ci sono protagonisti che si appoggiano telefoni sulla spalla” (da un’intervista rilasciata ad “Avvenimenti”, 2000). La magia, la poesia del film si ritrovano pure nella versione teatrale che Kusturica ha proposto nel giugno di quest’anno a Parigi. Sovente ci si perde la battuta del tabellone luminoso, dove scorre la traduzione in francese, per credere a quello che stanno osservando i propri occhi: oche che attraversano il palcoscenico implotonate e perfettamente istruite, un bambino che continua a palleggiare imperterrito in fondo alla scena, porte da calcio, cucchiai che si muovono da soli, Maradona che segna all’Inghilterra dribblando chiunque incontri sul suo percorso e De Niro che gioca con la pistola in Taxi driver. Il circo, un’altra eredità di Fellini, ha una parte importante nell’arte di Kusturica.&lt;br /&gt;Dopo Il tempo dei gitani, Bregović e Kusturica si trovano a trascorrere la maggior parte della loro vita a Parigi. È il periodo delle tensioni razziali, e Bregović intanto ha preso in moglie una donna musulmana, nonché dell’imminente scoppio della guerra. Kusturica, attaccato all’indomani della Palma d’Oro per Underground (1995) a causa di una visione degli eventi un po’ troppo filo-serba, almeno secondo qualche critico, in proposito ha dichiarato: “Qualunque sia il posto dove scoppia una guerra, io ho un solo desiderio: quello di scappare. E me ne infischio del Paese che pretende che io muoia per lui”. Sta di fatto che in quel momento, ovvero quando le ostilità arrivano a coinvolgere Sarajevo, lui e Bregović sono negli Stati Uniti per girare Arizona dream – il valzer del pesce freccia. Kusturica viene invitato in America dal regista Miloš Forman, che aveva conosciuto all’Accademia di Praga, per tenere una serie di lezioni al Dipartimento di Cinema della Columbia University. La sua permanenza si protrae a causa del film e delle notizie turbolenti che provengono dalla madrepatria. Malgrado si percepisca un certo imbarazzo a dirigere attori importanti (del cast fanno parte: Johnny Depp, Faye Dunaway, Vincent Gallo, Jerry Lewis) e a “domare” una realtà estranea, la pellicola contiene momenti esilaranti di comicità e fantasia a briglie sciolte. Tra tutti, quello dei protagonisti che si librano nell’aria su una macchina simile a un deltaplano. La colonna sonora, ancora una volta a firma di Bregović, contiene una delle migliori, recenti performance di Iggy Pop. Per cantare Tv screen, Bregović gli affianca un'orchestra di vecchi gitani che soffiano nelle loro trombe ante-guerra e suonano dei corni di bue. Il film risulta un fiasco ai botteghini statunitensi; mentre in Europa, un anno dopo la sua realizzazione datata 1992, ottiene l’Orso d’Argento al Festival di Berlino e Kusturica si aggiudica il premio speciale alla miglior regia. Vivendo in maniera oramai stabile a Parigi, Bregović ha l’occasione di conoscere il regista Patrice Chéreau, che gli commissiona le musiche per La regina Margot. Anche questa volta il compositore di Sarajevo fa la differenza, creando brani maestosi con evidenti accenni rock e trascinando così la pellicola nella corsa verso la vittoria della Palma d’Oro a Cannes (1994). Il 1995 fa segnare il risultato più importante della coppia Bregović-Kusturica. Insieme, è davvero difficile scindere i meriti in questo caso, firmano Underground, che vale a Kusturica la seconda Palma d’Oro sulla Croisette. Il film inizia nella Belgrado bombardata della II Guerra Mondiale, e dalle bestie del suo zoo impaurite tra le macerie, per muovere verso la realtà contemporanea, come riferisce il sottotitolo: c’era una volta un paese. Le metafore sono moltissime: lo scantinato dove vivono i protagonisti rappresenta la volontaria assenza d’informazione da parte del regime di Tito, l’immagine del crocifisso in mezzo al piazzale bombardato sta per le prossime guerre di religione, l’isola che si trasforma in arcipelago nel finale indica la separazione della Jugoslavia. La presenza della musica di Bregović è dilagante e travolgente; ogni momento dell’azione è sottolineato al meglio dalla sua colonna sonora, il cui pezzo Kalašnikov è ormai aperto in tutto il mondo dai fans al grido di: “Juriš!” (Attacco!). A dimostrazione una volta ancora della sua straordinaria capacità di commistione Bregović, così come per La regina Margot si era servito della collaborazione di Ofra Haza, per la musica di Underground introduce Cesaria Evora. Qualche critico non si limita alla riuscita artistica del film, alla sua tenuta pressoché perfetta, ma attacca Kusturica imputandogli una visione filo-serba dei fatti. Il giornalista Alain Finkielk su “Le Monde” lo accusa di non aver realizzato un film sulla sua Sarajevo ma su Belgrado durante la II Guerra Mondiale, agitando lo spettro dei finanziamenti arrivati dalla capitale serba per la realizzazione. Si arriva a dipingerlo come un cinico speculatore sulle disgrazie della propria terra e dei suoi abitanti, rom inclusi. “Con Underground ho cercato di chiarire la storia della Jugoslavia fuori da ogni propaganda e dal bolscevismo per darne un'immagine epica, lontana dalla paranoia dei poliziotti di tipo orwelliano. Purtroppo ho avuto l'effetto contrario, hanno accusato me di propaganda. Ho vissuto un periodo davvero difficile, così ho deciso di non fare più film... Ma non ci sono riuscito!”, dichiara lui. &lt;br /&gt;Prima di rimettersi dietro alla macchina da presa, tuttavia, passa qualche anno e avvengono importanti cambiamenti. Primo tra tutti, l’allontanamento dall’amico di un tempo Goran Bregović. I due non hanno mai chiarito le ragioni della separazione, che i soliti bene informati dipingono come burrascosa. “Abbiamo preso strade diverse”, si limitano a ripetere. Pare che il modo in cui Bregović, durante i propri concerti, si serve della musica composta per i film di Kusturica sia all’origine della decisione. Dieci anni dopo la conclusione dell’esperienza coi White Button, Bregović ricomincia infatti ad andare in tournée. Nell’estate del 1995 si porta appresso una band di 10 musicisti tradizionali, un coro di 50 elementi e un’orchestra sinfonica, per un organico complessivo di 120 persone. Effettua concerti in Svezia e in Grecia; il 26 ottobre suona davanti a 7500 persone alla Forest National di Bruxelles. La quantità delle sue “maestranze” spaventa i produttori, sicché l’anno dopo egli può contare poche esibizioni. Nel 1997, dopo aver ridotto fino a 50 elementi la comitiva e puntando molto sulle proprie musiche da film, Bregović inizia ad inanellare successi con la sua Wedding&amp;Funerals band. La sua carriera ottiene un’ultima spinta, ad oggi pressoché inarrestabile, dopo la composizione della colonna sonora di Train de vie di Radu Mihaileanu (1998). Nello stesso anno, anche Kusturica torna a dedicarsi al cinema. Intanto, dal 1996 aveva ricominciato a suonare con la No Smoking Orchestra riunitasi a Belgrado dopo che pure Nelle Karajilic aveva abbandonato Sarajevo. Il gruppo si esibisce, alla faccia di chi lo accusava di complicità col regime di Milosević, tra l’altro anche durante le manifestazioni studentesche belgradesi. L’esperienza convince Kusturica a lasciare in mano alla band la composizione delle musiche per Gatto nero, gatto bianco, dal progetto di un documentario sugli zingari che avrebbe dovuto intitolarsi Muzika akrobatika. “In mille anni della loro storia in occidente, gli zingari non hanno mai fatto guerre. Mi piace il loro stare ai margini della storia, il loro modo di guardare alla ricchezza e alla povertà, spesso capovolto rispetto al nostro”, spiega il regista. Il film è la storia del matrimonio combinato tra Bubamara (Coccinella) e il suo promesso, che di stare insieme proprio non ne vogliono sapere, innamorati come sono di altre due persone. In realtà, è l’occasione per lasciar sfogare la macchina da presa dietro alle folli imprese dei protagonisti, al ritmo di una musica sfrenata. Le canzoni create per l’occasione, si pensi a Bubamara o Pitbull (“Ja sam mali pitbull – terrier”, “Io sono un piccolo pitbull – terrier”, scandisce il ritornello), trovano nei concerti la loro valvola di sfogo ideale. Epocale un’esibizione di qualche anno orsono della No Smoking Orchestra a Buenos Aires. Frenesia e follia, caos e sparatorie, ma Gatto nero, gatto bianco regala anche alcune scene di delicato lirismo, come quell’amore consumato tra i girasoli; nonché la consueta sortita circense, attraverso l’esibizione di un’enorme donna che toglie i chiodi dal muro con il sedere. Il film conquista il Leone d’Argento a Venezia, ma avrebbe certamente meritato il premio più ambito. Le scuse con cui si giustifica la vittoria di Amelio per Così ridevano si riducono, sostanzialmente, a un motivo di campanile: l’ultima affermazione italiana, infatti, risaliva alla Leggenda del santo bevitore di ben dieci anni prima.&lt;br /&gt;Nel 2001, la musica è la scintilla che scatena in Kusturica nuovamente il desiderio di dirigere una produzione. Si tratta questa volta di Super 8 stories, un documentario sulla tournée europea della No Smoking Orchestra. La narrazione si sposta dal palco, e dal pubblico entusiasta degli ambasciatori della unza-unza music, alla vita privata dei musicisti. Kusturica vi è presente più come marchio di fabbrica, che come effettivo protagonista; non così suo figlio Stribor, giovane ed enorme batterista dai modi ruvidi. Imperdibili alcuni scherzi tra i componenti della band e il ricordo di Kusturica al tempo delle esibizioni durante i funerali per racimolare qualche soldo: “Le prime volte piangevo sempre, poi ci ho fatto l’abitudine, dovevo pur mangiare”. Gli ortodossi ammettono la presenza della musica anche in una circostanza tanto triste. Proprio con la sua Orchestra per matrimoni&amp;funerali, da parte sua, Bregović centra un altro successo con l’album Tales&amp;Songs from weddings and funerals (2002). Ne fanno parte otto canzoni, sette racconti; tra i brani anche l'esilarante Polizia molto arabbiata (con tanto di errore grammaticale), che vuole denunciare le vessazioni subite dagli immigrati slavi in Italia. Il prodotto è il risultato, oltreché del progetto di un film di cui Bregović è protagonista, di alcuni anni di ricerca e di esperienze artistiche libere da ogni logica commerciale. Basti ricordare il modo in cui Bregović ha deciso di aprire il tour italiano nel 2000, ovvero con Un grande matrimonio a Palermo in occasione della festa di Santa Rosalia del 14 luglio. Alle sue musiche si sono mescolati danzatori greci e sloveni in una coreografia del rumeno Edward Clug. Presenti le fanfare di Belgrado e di Sofia (un matrimonio senza fanfare non è possibile!) che, partendo da lati opposti di Palermo, hanno accompagnato gli uni le spose, gli altri gli sposi, in due festosi cortei che sono confluiti nella piazza centrale della città dove li attendevano il coro e l'orchestra di Bregović per un grande ballo finale. &lt;br /&gt;Il 2004 è un anno di nuovi progetti per entrambi gli artisti. Kusturica finisce di girare La vita è un miracolo; Bregović incomincia a portare in scena, nei teatri d’Europa, la sua Karmen. La notizia è che, dopo una lunga ed ininterrotta serie di successi internazionali, Kusturica non ottiene alcun riconoscimento. In effetti, La vita è un miracolo paga un’eccessiva lunghezza affatto supportata – al contrario di altre volte – da una narrazione fluida. Il regista pecca, come d’abitudine, di eccessiva generosità; ma in questo caso la materia gli scappa un po’ troppo dalle mani. “Il cinema deve tornare a essere bigger than life come era nella Hollywood dei ’50 o ’70. Oggi troppi film sono fatti secondo le regole del marketing e il cinema è un po' inferiore alla vita”, si è giustificato lui. L’ambientazione risale al 1992, in pieno periodo bellico quindi, e lo spunto viene offerto a Kusturica da una storia raccontatagli a Tolosa molti anni dopo la fine delle ostilità. L’ingegnere serbo Luka si stabilisce in uno sperduto paesino tra le montagne della Bosnia insieme alla moglie Jadranka, folle e lunatica cantante lirica, e al figlio Miloś, giovane e talentuoso calciatore che sogna di giocare nel Partizan di Belgrado. Secondo il progetto governativo, Luka dovrebbe portare a termine un tratto di ferrovia in grado di trasformare la zona in una località per turisti. A mandare in fumo tutti i piani arriva la guerra. Jadranka abbandona il marito per un musicista magiaro; Miloś viene sì ingaggiato dal Partizan, ma subito dopo deve partire per il fronte; Luka deve accettare che il “suo” tratto di ferrovia sia utilizzato per scopi bellici. Intanto, l’esercito serbo affida a Luka la tutela della bella musulmana Sabaha per scambiarla in seguito con Miloś, fatto prigioniero. Siamo soltanto a metà del film e, oltre allo sviluppo della trama, si susseguono le feste, le risse, le gag e le situazioni grottesche. La musica, scritta dallo stesso Kusturica insieme con Dejan Sparavaldo, pigia ulteriormente sul pedale della frenesia. La seconda parte del film rallenta quel tanto che basta da renderlo comunque un’esperienza piacevole. Luka finisce per innamorarsi di Sabaha, ma il ritorno della moglie, e la possibilità di riavere indietro suo figlio, lo pongono di fronte al dubbio sul da farsi. Questa volta non è la musica a compenetrarsi perfettamente con l’azione, ma il paesaggio che accompagna gli eventi. Le montagne serbe in quella zona di confine rappresentano uno scenario mozzafiato. E Kusturica lì sembra quasi aver voluto portare a termine il progetto affidato al personaggio del suo film, Luka. Nel paesino di Mokra Gora, infatti, ha riadattato la ferrovia di un tempo e i turisti fanno a gara per salire sull’“ottovolante”. Il percorso del trenino è detto così perché ne ha la forma: si chiude su se stesso dopo aver fatto ammirare le bellezze delle montagne del posto e le location del film. Inoltre, poco sopra la partenza della ferrovia Kusturica ha rimesso in piedi un villaggio a mo’ di originale villaggio serbo di inizio secolo. All’interno delle tipiche abitazioni di legno di Drven Grad, i turisti possono trovare prodotti dell’artigianato locale, marmellate fantastiche, una galleria d’arte, una sala cinematografica che proietta di continuo dei cortometraggi del regista. Tra gli altri, si può ammirare Blue gipsy, l’episodio che Kusturica ha girato nell’ambito del film All the invisibile children (2005) insieme ad altri registi come Spike Lee, Ridley Scott, John Woo. Si tratta di un progetto patrocinato dall’UNICEF, cui va l’intero ricavato delle visite a Drven Grad, per cui  Kusturica ha scritto la storia di un bambino rom appena uscito dall’orfanotrofio e lungamente festeggiato dai suoi famigliari. Appena intuisce quale vita misera di accattonaggio e furti gli si va preparando, vuole tornare in orfanotrofio. Insomma, anche da un’esperienza meno fortunata di altre a livello di riscontro critico, quale quella della Vita è un miracolo, il regista è riuscito a cavar fuori qualcosa di sorprendente e universalmente condivisibile (inserire foto Mokra Gora e Drven Grad). &lt;br /&gt;La Karmen di Bregović, al contrario, ha conseguito subito un successo di pubblico e critica senza ombra alcuna. “A Belgrado, una volta, guardando la Carmen originale, la cui protagonista è una zingara, mi è venuta voglia di regalarle un finale migliore. Così ho cominciato a scrivere la sceneggiatura per un film. Poi ho messo le musiche ed è diventata un’opera. Non è detto, però, che non sia rappresentabile in un film”, ha raccontato Bregović a Ketty Aredia della “Stampa” durante una recente intervista. La formazione che porta in scena questa Karmen con lieto fine è la solita: l’austera Orchestra di Belgrado, le Voci Bulgare – quattro vocalist straordinarie – lo stesso Bregović e il suo massiccio direttore-percussionista, dietro di loro la Wedding&amp;Funerals Band. Nella primavera del 2004, durante la tournée italiana, il compositore ha ingaggiato Carmen Consoli per una parte nell’opera (quella della fidanzata del poliziotto). La cantante è presente anche nel CD tratto dalla Karmen di Bregović, interpretando Focu di raggia. L’album, uscito nel 2007, contiene 15 brani di grande inventiva, bene arrangiati ed eseguiti. La collaborazione con Carmen Consoli non è certo l’unico legame artistico che Bregović abbia stretto di recente nel nostro Paese. Nel 2005 ha composto le musiche ed è stato tra i protagonisti maschili del film I giorni dell’abbandono di Roberto Faenza. Da segnalare anche l’amore che, lentamente, la sua terra d’origine ricomincia a tributargli. Nel giugno 2005, il vecchio e leggendario gruppo White Button si è riunito per un’esibizione nelle capitali di tre delle repubbliche originate dalla ex-Jugoslavia. Risultato: 70mila persone a Sarajevo e Zagabria, 200mila a Belgrado. Quest’estate, nell’agosto 2007, oltre 100mila persone in delirio hanno stretto Bregović in un abbraccio bollente al festival di Guča. “A 150 chilometri a sud di Belgrado in agosto c’è il più grande evento musicale dell'Europa dell'est, il Festival degli Ottoni, o dei trompécari. Riunisce le sonorità magiare, tzigane e serbo-croate. Una volta nella vita bisogna andare, io non me ne perdo uno”, ha dichiarato in merito (foto e video di Guca). Il festival di Guča, effettivamente, è un’esperienza da ripetere più e più volte. Sarà perché sin dalle prime ore del mattino e fino a notte inoltrata ovunque si suona musica gitana, sarà per la carne squisita che rosola di continuo, sarà per la sfida tra le bande di trombettieri che pare di essere al Carnevale di Rio: ci sarà sempre un altro buon motivo da aggiungere alla scorta.&lt;br /&gt;Reduci dai rispettivi successi teatrali, l’uno con la riduzione del Tempo dei gitani che ha esordito a Parigi e l’altro con la sua versione della Karmen, Kusturica e Bregović lavorano attualmente su progetti che non prevedono alcun ritorno verso una collaborazione. Il regista sembra voler tirar fuori qualcosa dalla storia di Diego Armando Maradona, di cui ha sempre subito il grande fascino; mentre il compositore dovrebbe essere pronto a portare in scena un’altra, personale interpretazione operistica: quella dell’Orfeo di Monteverdi. In cuor loro, tutti si augurano di vederli un giorno di nuovo insieme alle prese con il progetto di un film, o su un unico palcoscenico di un concerto musicale. Sperando che non si risolva come per i tifosi del Toro, che hanno rivisto insieme “i gemelli del gol” soltanto in occasione del 4 maggio 2005 al Filadelfia. E fu comunque uno spettacolo impagabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alejandro S. Ressa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-9014811859046233273?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/9014811859046233273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/9014811859046233273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/bregovic-e-kusturica-amicizia.html' title='BREGOVIĆ E KUSTURICA: AMICIZIA, INIMICIZIA E GENIO'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUkxn859wI/AAAAAAAAAAo/lGRt5hxbBjw/s72-c/DSCN0533.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-692487429366593645.post-3589419379277360774</id><published>2009-12-13T09:25:00.000-08:00</published><updated>2009-12-13T12:43:50.996-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MUSICA'/><title type='text'>Intervista Metal Carter</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVR_WG21FI/AAAAAAAAABA/LWjo8zeqr_k/s1600-h/l_3f37cc3e0f340523a10d0aeae75c45c3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 172px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVR_WG21FI/AAAAAAAAABA/LWjo8zeqr_k/s200/l_3f37cc3e0f340523a10d0aeae75c45c3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414824275690837074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUkBwvAzxI/AAAAAAAAAAg/Q2s5b21zaCs/s1600-h/l_3f37cc3e0f340523a10d0aeae75c45c3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyUkBwvAzxI/AAAAAAAAAAg/Q2s5b21zaCs/s320/l_3f37cc3e0f340523a10d0aeae75c45c3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414773739663445778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1)Articolo 31, Neffa, La Pina ieri…Gemelli Diversi, Mondo Marcio, Fabri Fibra, Club Dogo e, addirittura, Gel oggi. Questi sono gli mc o i progetti hip hop che il mainstream ha lanciato o sta lanciando in questo periodo. Alcuni personaggi risultano molto discutibili e, soprattutto, costruiti dalle major per avere il perfetto prodotto commerciale. Per chi non è “dell’ambiente” e sente il singolo di turno diffuso dalle radio e dalle televisioni nazionali, le tematiche hip hop rimangono solo ed esclusivamente quelle patinate. Senza considerare che nell’underground ci sono un mucchio di personaggi che si spacciano per qualcosa che in realtà non sono, rappando di strade che non conoscono. Metal Carter è un personaggio costruito? Metal Carter scrive quello che vive tutti i giorni oppure Metal Carter è una maschera teatrale, un personaggio inventato fatto a misura per convincere gli ascoltatori / fruitori? Come fa una persona che si avvicina alla musica hip hop italiana a riuscire a distinguere alcuni personaggi da altri?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MetalCarter è un’alter ego.io nella vita quotidiana sono Marco non Metal Carter.Metal Carter parte da una solida base di esperienze vissute direttamente e indirettamente ma non è da prendere alla lettera.sicuramente non potrebbe parlare in un modo così convincente di ciò che parla se in qualche modo non ci avesse a che fare.&lt;br /&gt;Il risultato è un personaggio maledettamente credibile che si diverte a spiazzare e a confondere le idee dell’ascoltatore; perché la cosa che gli interessa è che ogni persona lo interpreti a modo suo e non come se emanasse una legge da applicare. Quello che Carter dice non è studiato a tavolino ,ciò che scrive sono le prime cose che gli vengono in mente con naturalezza senza sforzarsi di affrontare temi che non sono fatti per lui.il bello è che Metal Carter è assolutamente l’unico e il primo nel rap italiano a portare avanti una certa attitudine e un certo tipo di testi e i cloni già sono numerosi.&lt;br /&gt;Penso che una persona che ha un minimo di intelligenza che ascolta un rapper capisce subito se il rapper “regge” o se “crolla” come crolla la sceneggiatura fasulla di un film fasullo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2) Roma ha sempre avuto un suo suono particolare. Iniziò a diffondere, insieme a Bologna, beat e rime con le prime posse negli anni 90 e poi a metà di questi, con il calare delle posse, arrivò il suono hip hop che tutti adesso conosciamo. Da un lato c’era Roma Zoo e dall’altro invece i primi dischi di Piotta. Il TruceKlan come si comporta con il passato di Roma? Come interagite con gli altri mc, dj e b-boy della scena della vostra città?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sono d’accordo con te; penso che il rap romano abbia un suono tutto suo.ma questo ,ovviamente non significa che ogni mc romano è uguale ad un altro mc concittadino,anzi….personalmente sono troppo giovane per ricordare bene le posse ,penso che il Piotta nel periodo del suo crew robba coatta abbia avuto un grosso peso a Roma (a parte i gusti personali di ognuno) e questo anche per quanto riguarda il Rome Zoo. Provo grande rispetto per ciò che ha fatto in passato e per ciò che fa nel presente e conoscendo anche di persona molti mcs di quel giro c’è stima e rispetto reciproco.&lt;br /&gt;È chiaro che tra Rome Zoo e Truceklan c’è una grossa differenza concettuale e attitudinale ma entrambi i crew sono legati dalla romanità.&lt;br /&gt;come interagiamo con i b-boy romani andrebbe chiesto ad ogni membro del Truceklan…e visto che siamo veramente tanti considerando anche gli affiliati, non sempre ciò che dice e fà uno del crew rispecchia l’idea di tutti .Personalmente sono sempre disposto a confrontarmi con tutti.Mi capita sempre più di frequente di parlare con dei b-boy romani che dimostrano intelligenza e apertura mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3) Nel tuo ultimo disco c'è una sottile linea che unisce, a livello di testi, i pezzi tracciando una coscienza politica che secondo me è il fulcro principale dell'album. Il masssimo livello della coscienza politica arriva con "Esca", ma in ogni caso si dipana in tutto l'album. Senza considerare che nel film "Mucchio Selvaggio" (film porno in cui è presente tutto il klan con i Club Dogo) tu interpreti il personaggio che trama alle spalle dei protagonisti con tanto di discorso finale incentrato sul controllo delle istituzioni nei confronti dell'uomo. Ti senti in qualche modo la coscienza più politica del klan?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assolutamente no.Mi dispiace contraddirti ma non considero “Cosa avete fatto a Metal Carter?”un disco politicizzato.Quella che tu chiami “coscienza politica” per me sono solo “osservazioni” sulla società. Non mi interesso di politica.&lt;br /&gt;Non è un’argomento di cui mi piace parlare pur avendo delle idee in merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;4) Le basi e i campionamenti del TruceKlan, ma soprattutto i tuoi, sono presi da pezzi, anche storici, dell'heavy metal internazionale. Molte volte avete condiviso palchi con gruppi hardcore italiani, ma non solo. Siete il gruppo più trasversale che fa da collante tra chi ascolta l'hip hop e chi invece preferisce la musica più dura. C'è una connessione tra queste due realtà musicali oggi come oggi? Esiste una similitudine tra le attitudini hip hop e quelle hardcore?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che l’hardcore è una musica e un’attitudine che non si può relegare ad un solo genere.La tecno può essere hardcore,così come l’industrial,il punk,il rap,il reggae ecc.ecc.&lt;br /&gt;La parola hardcore è una parola inflazionata e a volte usata senza motivo&lt;br /&gt;Ciò che è veramente hardcore si sente nel cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;5) Nei vostri testi si citano parecchie volte nomi di registi (Fulci e Bava in primis) e titoli di film che risalgono al periodo d'oro del cinema horror italiano. Periodo che le grandi case cinematografiche, ai tempi, hanno considerato come Serie-b della produzione italiana. Ti consideri un artigiano dell'hip hop come lo erano questi (grandi) registi oppure usi l'immaginario cinematografico per esprimere la tematica della morte che è molto frequente nell'immaginario del TruceKlan? Pasrlando di paure e morte, come molti critici di film hanno argomentato, si esorcizza in qualche modo il momento in cui davvero "saremo polvere e teschi"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai azzardato un paragone così diretto tra me e i registi horror del periodo d’oro di cui mi parli.Posso dire che sicuramente sono una delle mie tante influenze che mi permettono di esprimere la tematica della morte.&lt;br /&gt;Per quanto riguardo la seconda domanda (che trovo molto intelligente) penso che parlando in un certo modo di morte si può,anche se limitatamente,esorcizzarla.&lt;br /&gt;la morte e qualsiasi argomento che gli ruota attorno sono da sempre argomenti affascinanti…...l’uomo per sua natura è attratto dal male e dall’ignoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie mille per l’intervista!&lt;br /&gt;un saluto a tutti i lettori!Stay strong!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/692487429366593645-3589419379277360774?l=project596.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/3589419379277360774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/692487429366593645/posts/default/3589419379277360774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://project596.blogspot.com/2009/12/intervista-metal-carter.html' title='Intervista Metal Carter'/><author><name>project 596</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00199569429771585024</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/TKJVvaXM3ZI/AAAAAAAAAFI/MyyviD23lKY/S220/timbro.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_ry0msqmBaos/SyVR_WG21FI/AAAAAAAAABA/LWjo8zeqr_k/s72-c/l_3f37cc3e0f340523a10d0aeae75c45c3.jpg' height='72' width='72'/></entry></feed>
